giovedì 21 settembre 2017

Siamo solo tanti “Numero 6” nel villaggio globale del controllo sociale

“Siamo governati dal Pentagono, siamo governati da Madison Avenue, siamo governati dalla televisione e fino a quando accetteremo queste cose e non ci rivolteremo, dovremo continuare a scorrere con il flusso della valanga… Fino a quando continueremo a comprare cose, saremo alle loro mercé… Viviamo tutti in un piccolo Villaggio. Il tuo Villaggio può apparirti differente dal Villaggio degli altri ma alla fine siamo tutti prigionieri”. “Il prigioniero” venne descritto da un critico dell’epoca come “una serie televisiva basata sulla distopia, qualcosa che ricorda James Bond che incontra George Orwell, filtrato attraverso Franz Kafka”. I temi trattati, d’altronde, erano decisamente all’avanguardia: la nascita di uno stato di polizia, la libertà dell’individuo, la sorveglianza h24, la corruzione del governo, il totalitarismo, la corsa agli armamenti sia degli Stati che delle società civili, il pensiero di gruppo e il marketing di massa, fino al dato più devastante.

Ovvero, la tendenza dell’uomo ad accettare di essere prigioniero di un carcere che lui stesso ha contribuito scientemente a costruire. Non a caso, “The Village” ha le sembianza tranquillizzanti e positive di un paradiso cosmopolita in riva al mare ma dove gli abitanti non godono di reale libertà: non possono andarsene, sono sotto costante sorveglianza, ogni loro movimento è tracciato da telecamere o droni e la loro personalità è stata annullata. Sono soltanto identificati attraverso numeri. Come con le fidaty card.

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mercoledì 20 settembre 2017

SUICIDIO DEMOGRAFICO DELL’EUROPA. ED E’ VIETATO PIANGERLA.

Niente figli. Né Angela Merkel né Teresa May, né Macron né Gentiloni hanno figli. E non basta: sono senza figli anche il primo ministro svedese, olandese, irlandese, del Lussemburgo. Senza figli Christine Lagarde, governatrice del Fondo Monetario Internazionale. Solo lo spagnolo Mariano Rajoy e il belga Charles Michel ne hanno due ciascuno. E’ la prima volta nella storia che questo avviene, dice Charles Gave, economista e pensatore: “E chi non ha figli non ha la stessa visione del futuro di chi ne ha. Il futuro, per loro, si ferma alla prossima elezione o alla propria morte”.

In Germania il 30% delle donne di più di 45 anni, e il 40% di quelle con diploma universitario, non hanno figli. E’ lo stesso quasi dappertutto nel resto d’Europa, dove il tasso di fecondità (numero di figli per donna) delle popolazioni locali (senza tener conto degli immigrati) è di 1,4 : sotto il tasso di sostituzione.

Gave spiega: “In Italia e Grecia, 100 nonni hanno 42 nipoti. La piramide demografica è rovesciata, poggia sulla punta invece che sulla base. E tutti sanno che se una piramide poggia sulla punta,ha la deplorevole tendenza a crollare” . E’ già possibile indicare le crepe:

“Nonni e genitori hanno emesso un debito pubblico gigantesco quando erano 100. Pensare che i nipoti saranno in grado di rimborsare quel debito quando saranno 42, appartiene all’ottimismo più beato.

“I 100 nonni sono tutti alloggiati, spesso molto bene. L’immobiliare crescerà quando non ci saranno che 42 compratori per cento venditori? E lo stesso vale per le auto, le stanze d’albergo, i posti di professore o di ostetrico…”. Ma niente paura: i nostri governanti senza figli riempiono i nostri paesi di immigrati dall’Africa e dal Medio Oriente: saranno loro che compreranno i begli appartamenti dei nonni, sosterranno la domanda di auto e di ostetriche, sono quelli che pagheranno le nostre pensioni.

Allora Charles Gave indossa le mezze maniche di attuariale, e fa un po’ di conti: politicamente scorretti, avverto. Abbiamo visto che la popolazione locale ha un tasso di fecondità di 1,3, 1,4 figli per donna. Mentre la popolazione di recente immigrazione (che significa, da noi, musulmana) ha 3,4 o 4 figli per donna. Poniamo che questa popolazione sia “solo” il 10% della popolazione totale. Entro 40 anni, avverrà il rovesciamento: i nipoti generati dal 90 per cento pareggeranno i nipoti generati da quel 10, poi li supereranno. Oltre la metà della popolazione “francese” sarà ineluttabilmente d’origine musulmana. Lo stesso avverrà in Germania e Italia, in Spagna ed Austria, in Belgio e Olanda.

“Attenzione: le mie non sono predizioni; sono calcoli. E non tengo nemmeno conto del continuo arrivo di nuovi migranti”,che in Italia sono centinaia di migliaia l’anno e avvicinano nel tempo il momento in cui la popolazione “italiana” sarà musulmana: ben prima di 40 anni, facciamo 20. A Bruxelles, capitale della UE, il 25% delle nascite sono di musulmani, in Galles e Scozia, il nome più frequente dei nuove nati è Mohammed. Le classi elementari sono già oggi riempite di bambini musulmani; fra 15 anni, ad entrare nel mercato del lavoro saranno loro. Non si dice che sia un male o un bene; è un dato di fatto, che avrà conseguenze sul sistema politico e il livello di civiltà vigenti.

Per la Francia le cose vanno un po’ meglio, apparentemente: grazie a politiche nataliste, il tasso di fertilità delle francesi è di quasi 2 figli per donna, sufficiente ad assicurarla sostituzione. Ma, avverte Gave: per ragioni ovvie, è vietato in Francia censire le popolazioni per credenze religiose. E dunque nessuno sa il tasso di fertilità “delle francesi arrivate recentemente, come si usa chiamarle. Quasi certamente sono queste francesi “recenti” ad alzare la media della natalità, mentre le francesi “di nascita”sono al livello delle altre europee, 1,4.

“Temo che sia la fine della nostra estate demografica, durata dal 1968 al 2010 circa”, conclude Gave, “e non ci sarà autunno, si entrerà direttamente in un inverno demografico che non sarà seguito, temo, da alcuna primavera. La nostra estate sarà veramente terminata quando la demografia si rovescerà e saremo diventati minoritari nel nostro stesso paese, e la maggioranza non farà alcuna attenzione alle geremiadi dei sessantottardi, che saranno allora pensionati o morti, ossia insignificanti”.


Fatto significativo, questo articolo di Gave ha meritato uno sprezzante e furente attacco da Libération (la gauche caviar, proprietà Rotschild) che si sforza di smentire i dati riportati dall’economista: la fecondità delle figlie delle musulmane cala ed si avvicina a quella delle francesi, alla terza generazione i nipoti degli immigrati musulmani si sentono meno islamici, eccetera. Ma soprattutto si denuncia di Gave “il sottotesto razzista, più precisamente islamofobo”.

Malafede sinistroide, vedere nell’avversario solo motivi abietti e criminosi. Ma Gave ha espresso invece un nobile dolore: “L’immensa nuova dei prossimi 30 o 40 anni sarà la scomparsa delle popolazioni europee, i cui antenati hanno creato il mondo moderno. E con le popolazioni spariranno le nazioni europee, così diverse e così complementari, che hanno fatto l’immenso successo del vecchio continente da cinque secoli almeno. Diceva Toynbee: le civiltà non muoiono assassinate, muoiono perché si suicidano. Questo, come ogni suicidio, è un rifiuto della vita. Nel fondo, l’Europa muore perché ha rifiutato la vita preferendo le culture della morte. Non è né bene né male. Semplicemente, “è”.

Sembra proprio che, mentre siamo obbligati a riconoscere i diritti dei musulmani fra noi alla loro “cultura”, la specificità della loro mentalità e la dignità dei loro costumi e credenze – a noi siamo vietato anche piangere la fine della nostra impareggiabile cultura di tremila anni; ci vien rimproverato di sentire come una perdita la fine della nostra propria civiltà, che non vogliamo difendere più. Ma sarà permesso provare dolore all’idea che gli “europei” per jus soli del prossimo secolo vivranno indifferenti sotto il Pantheon e il barocco di cui non sapranno nulla, come oggi i fellah sotto le piramidi; che Dante non sarà più letto, che Caravaggio e Brueghel saranno distrutti come orrori peccaminosi, o buttati come estranee stranezze; che non si rileggeranno Thomas Mann e Santa Teresa; che il sangue e il fragore delle Termopili , Lepanto e El Alamein, della Beresina e di Verdun non saranno onorati, e i grandi nomi di Magellano, Vasco da Gama e Pilsudski sepolti nel nulla, che le biblioteche, i musei, le scienze, le tombe dei santi e dei re, la “biodiversità” culturale dei popoli europei così vicini eppure così diversi e vari – almeno fino all’omologazione mortale e terminale – tutto ciò non avrà più senso.



Proprio questo divieto orwelliano di piangere la propria civiltà indica che gli europei aspirano al proprio suicidio, in realtà non vogliono più essere. Forse ha ragione l’amico Nicolas Bonnal: “Noi spariremo per ragioni politiche, finanziarie o demografiche. Ma la perdita, per parlare come Flaubert, non sarà grande: non abbiamo più niente da proporre”.


Maurizio Blondet 20 settembre 2017

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martedì 19 settembre 2017

LE 5 COSE CHE INIZIERETE A VEDERE QUANDO SMETTERETE DI GUARDARE I NOTIZIARI

Se non guardate i notiziari per almeno 2 settimane, inizierete a notare che...
1. Vi sentite meglio, l’umore migliorerà. Coloro che dipendono dai notiziari vi diranno che siete come uno struzzo, che avete una paura della verità. Ma non sono consapevoli del fatto che i notiziari offrono una piccola parte di ciò che succede al mondo, e “filtrata”. Scelgono solo ciò che sembra:
- insolito
- terribile
- può diventare popolare.
I media sfruttano la vostra inclinazione al negativo; perché di solito notiamo ciò che ci spaventa o turba. Quando ci rinuncerete alle notizie, capirete che il loro obiettivo è procurare allo spettatore delle emozioni negative.

2. Noterete che le notizie non vi forniscono delle informazioni utili. Le frasi “occorre essere informati” o “non possiamo rimanere all’oscuro” suonano bene, ma potete diventare informato anche dopo aver studiato gli orari degli autobus... Un mese dopo aver rinunciato alle notizie capirete che il tempo rascorso davanti alla TV non ha migliorato la qualità della vostra vita, la qualità delle vostre conoscenze o la capacità di aiutare gli altri. Porevate studiare le lingue straniere o leggere degli articoli sugli stessi argomenti.
Vedrete che la vostra assenza non ha cambiato il governo e le conseguenze di qualche sciagura sono state rimosse senza la vostra partecipazione (come sempre).

3. Troverete che la maggioranza dei discorsi legati alla cronaca, sono vacui. Quando smetterete di discutere la cronaca e osserverete le conversazioni su ciò che succede al mondo, noterete che quassi nessuno sa quello che dice. C’è una grossa differenza tra una vera comprensione del problema e una fugace nota che ci forniscono i notiziari.
Quando non conoscete bene il problema vi è più facile discutere su come risolverlo, perché nei notiziari è presentata in bianco e nero, ed è quanto possa bastare per emettere dei giudizi.

4. Capirete che esistono i modi più efficaci per restare informati. Nel mondo esiste più informazione di quanto noi possiamo ingoiare, perciò dovremmo scegliere quella che è degna della nostra attenzione. I notiziari presentano l’informazione molto superficiale che è più propaganda che l’istruzione. Il tempo che perdete a guardare i tiggì si può spendere meglio. Leggete i libri sul tema che vi interessa, e saprete molto, guardate i notiziari per anni e ne saprete poco.

5. Noterete che restare allo stato di preoccupazione ci fa sentire come se facessimo qualcosa. Le notizie sulle catastrofi e sulle ingiustizie creano uno stato di sconforto. La gente soffre e muore sempre, ed ignorare qualsiasi raffigurazione di queste sofferenze (anche quelle manipolative e ciniche) ci fa sentire colpevoli. Pensiamo che la nostra reazione ad un evento potrà aiutare le povere vittime. La nostra preoccupazione non aiuterà le vittime realmente; tutt’al più, ci libererà dai sensi di colpa. Compatire gli altri guardando lo schermo ci fa sentire partecipi alla lotta contro le ingiustizie, ma in realtà, non stiamo facendo niente
(Econet.ru)
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sabato 16 settembre 2017

Artigianato, in Liguria perse 2.600 microimprese in 8 anni



Genova. Vetrai, falegnami, costruttori edili, sarti, mobilieri. Sono 2.603 gli artigiani che hanno cessato la propria attività in Liguria negli ultimi 8 anni (giugno 2009-giugno 2017, dati Infocamere-Movimprese). Erano 46.566 nel 2009, sono diventati 44.353 nel 2016 e 43.963 nel 2017, con un calo del –5,6% negli ultimi otto anni e del –0,9% nell’ultimo anno: terza dopo il Trentino (-3,7%) e il Lazio (-5,5%) negli ultimi otto anni per minor calo. Botteghe artigiane e micro e piccole imprese che, nonostante gli sforzi, non hanno resistito alla crisi e hanno chiuso i battenti. In totale in Italia sono quasi 146 mila imprese.


I numeri che emergono dall’analisi di lungo periodo sono, per certi settori, davvero impressionanti. L’autotrasporto è passato dalle 3.357 microimprese del 2009 alle 2.673 del 2017, perdendo 684 unità (-20%). L’artigianato del legno ha perso 214 microimprese (-26%), passando da 824 a 610 realtà. Non è andata meglio ai mobilieri, -25% e 64 unità in meno, passati da 252 realtà attive nel 2009 alle attuali 188. Lo stesso dicasi per i sarti: nel 2009 erano 533, oggi sono 443. Il calo è stato del 16,8%
e il settore ha perso 90 imprese. Il settore della lavorazione del pellame, 63 microimprese in Liguria, ha subito una riduzione del 17% (nel 2009 le imprese erano 76). Male anche stampa e legatoria e la fabbricazione di prodotti in metallo, entrambi settori che in otto anni si sono ridotti del 21%. Nel primo caso si tratta di 316 imprese attive contro le 401 del 2009 (-85 unità), nel secondo parliamo di 1.266 microimprese contro le ben 1.601 del 2009 (si sono perse 335 unità imprenditoriali). In calo anche gli autoriparatori: nel 2009 in Liguria se ne contavano 2.214, oggi sono 2.023. Il calo è stato dell’8,6%, -191 unità. Brusca diminuzione anche per vetrai e ceramisti: nel giro di otto anni il settore ha perso il 20% delle imprese, passando dalle 410 alle 328
microimprese. Le costruzioni, altro settore particolarmente colpito dalla crisi, hanno subito una riduzione del 3%, passando dalle 21.899 microimprese del 2009 alle 21.240 odierne (659 realtà in meno).



“Migliaia di micro e piccole imprese artigiane messe in ginocchio dalla crisi – commenta il presidente di Confartigianato Liguria,Giancarlo Grasso – e duramente colpite, in questi anni, da calo dei consumi, tassazione vorace, concorrenza sleale, difficoltà di accesso al credito e pesante burocrazia. Tutti ostacoli alla vita delle microimprese che, ricordiamolo, rappresentano il 96,3% dell’imprenditoria della nostra regione. Va meglio in Liguria rispetto alle altre regioni e ciò ci fa naturalmente piacere e dimostra che una serie di interventi messi a punto con l’amministrazione regionale hanno mitigato gli effetti negativi. Ma questo non basta e dobbiamo aumentare il sostegno al settore, che deve restare sempre una priorità nell’agenda regionale”.


Una caduta proseguita anche negli ultimi 12 mesi. Tra i settori presi in considerazione, la stampa è quello che, a livello percentuale, ha subito il calo più marcato nell’ultimo anno, perdendo il 5%. I falegnami si sono ridotti ulteriormente del 4,3% tra giugno 2016 e giugno 2017, vetrai e ceramisti dell’1,8%. Proseguito anche il calo dell’autotrasporto (-3% in un anno), del settore dei mobili, delle costruzioni e dell’autotrasporto (tutti dell’1%). -0,9% per il settore del confezionamento di abiti e sartoria.

https://www.riviera24.it/2017/09/artigianato-in-liguria-perse-2-600-microimprese-in-8-anni-265885/

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EX AGENTE DELLA CIA SPIEGA MINUZIOSAMENTE IL GOVERNO OMBRA USA

POTERE TOTALE AL GOVERNO-OMBRA, ALLA CIA E ALLA LOCKHEED


LETTERA
EX AGENTE DELLA CIA SPIEGA MINUZIOSAMENTE IL GOVERNO OMBRA USA

Kevin Shipp è stato un ufficiale della CIA, è stato decorato, ma si è rifiutato di accettare gli atti di criminalità e la relativa copertura da parte del Governo. In un importante evento di sensibilizzazione pubblica, organizzato il 28 luglio 2017 in California da Dane Wigington, ha fatto un intervento scioccante e illuminante sui numerosi e mostruosi crimini governativi che avvengono ormai in modo sistematico. E ha spiegato anche la persecuzione di chiunque voglia dire la verità su questa dilagante tirannia.

FULGIDO ESEMPIO DI CORAGGIO E DI CHIAREZZA DI KEVIN SHIPP

Lo stato di cose che tutti noi conosciamo, è stato costruito attraverso la falsificazione e con le oscure agende imposte dalla struttura di potere globale. Il coraggio che Kevin Shipp ha mostrato nell’esporre la criminalità e la tirannia annidata nel governo USA, serve come fulgido esempio a tutti noi. Abbiamo disperatamente bisogno di altri individui nelle agenzie governative e nell’esercito, che portino avanti l’esempio di Kevin.

OCCORRE FERMARE UN GRUPPO CRIMINALE E FUORI CONTROLLO

Tutti noi abbiamo un ruolo essenziale nella battaglia per il risveglio e la consapevolezza delle masse, e per dare agli eroi come Kevin il sostegno necessario per andare avanti. Se abbiamo qualche possibilità di fermare questo gruppo criminale e completamente fuori controllo che controlla gli USA e gran parte del mondo, dobbiamo tutti far sentire le nostre voci, dobbiamo tutti aderire alla lotta per il bene di tutti.

venerdì 15 settembre 2017

UDITE UDITE





«Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare; probabilmente lui non conosce questa regola»

Avv. Carmen Di Genio, Comitato Pari Opportunità Corte d’Appello di Salerno, intervenuta il 13 settembre, al convegno nazionale sulla sicurezza e legalità” organizzato dall’Associazione Street Kali, dalla Federazione Italiana Krav Maga e da Servizi Sicurezza Italia

Io sono sotto shock... è incredibile l'apatia e la rinuncia al buon senso. Nessuno che sia intervenuto per dire "ma cosa sta dicendo".... la cosa è disarmante e preoccupante allo stesso tempo.

Da ora in avanti un immigrato che compie violenza colto in fragrante puo' giustamente dire , "MA IO NON LO SAPEVO" scusaci tanto immigrato violentatore che non ti abbiamo informato COLPA NOSTRA certo se non lo sapevi vai pure libero ti daremo un risarcimento per non averti informato bene, SIAMO PROPRIO ALLA FOLLIA

IvanoV


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giovedì 14 settembre 2017

ECCO I NOMI DEI PARASSITI

Quando l'italiano medio fa fatica ad arrivare alla fine del mese, la pensione é ormai un miraggio, anziani senza casa e senza pensione sono in situazioni disastrose, i nostri deputati non ci pensano proprio a tagliare i propri privilegi e di aiutare cosi le persone bisognose di aiuto. quando andate a votare la prossima volta pensateci bene dove mettere la X
IvanoV
Ecco i nomi dei 337 deputati che hanno bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle che avrebbe tagliato le pensioni d’oro e aumentato le pensioni minime:
1 Adornato Ferdinando UDC
2 Agostini Luciano PD
3 Agostini Roberta PD
4 Albanella Luisella PD
5 Alfreider Daniel SVP
6 Allasia Stefano LEGA NORD
7 Alli Paolo NCD
8 Amato Maria PD
9 Amendola Vincenzo PD
10 Amici Sesa PD
11 Amoddio Sofia PD
12 Antezza Maria PD
13 Anzaldi Michele PD
14 Argentin Ileana PD
15 Arlotti Tiziano PD
16 Attaguile Angelo NCD
17 Balduzzi Renato SCELTA CIVICA
18 Bargero Cristina PD
19 Baruffi Davide PD
20 Basso Lorenzo PD
21 Bazoli Alfredo PD
22 Bellanova Teresa PD
23 Benamati Gianluca PD
24 Beni Paolo PD
25 Berlinghieri Marina PD
26 Bianchi Dorina NCD
27 Bianchi Mariastella PD
28 Biffoni Matteo PD
29 Binetti Paola UDC
30 Bini Caterina PD
31 Biondelli Franca PD
32 Blazina Tamara PD
33 Bobba Luigi PD
34 Boccuzzi Antonio PD
35 Bolognesi Paolo PD
36 Boldrini Laura SEL
37 Bonaccorsi Lorenza PD
38 Bonavitacola Fulvio PD
39 Bonifazi Francesco PD
40 Bonomo Francesca PD
41 Bordo Michele PD
42 Borghesi Stefano LEGA NORD
43 Borghi Enrico PD
44 Bosco Antonino NCD
45 Bossa Luisa PD
46 Bossi Umberto LEGA NORD
47 Braga Chiara PD
48 Bragantini Matteo PD
49 Bragantini Paola LEGA NORD
50 Brandolin Giorgio PD
51 Bratti Alessandro PD
52 Bressa Gianclaudio PD
53 Bruno Bossio Vincenza PD
54 Bruno Franco CENTRO DEMOCRATICO
55 Bueno Renata USEI
56 Bombassei Alberto SCELTA CIVICA
57 Burtone Giovanni Mario Salvino PD
58 Busin Filippo LEGA NORD
59 Buttiglione Rocco UDC
60 Campana Micaela PD
61 Caon Roberto LEGA NORD
62 Capodicasa Angelo PD
63 Capone Salvatore PD
64 Capozzolo Sabrina PD
65 Capua Ilaria SCELTA CIVICA
66 Carbone Ernesto PD
67 Cardinale Daniela PD
68 Carella Renzo PD
69 Carnevali Elena PD
70 Carocci Mara PD
71 Carra Marco PD
72 Carrescia Piergiorgio PD
73 Caruso Mario UDC
74 Casati Ezio Primo PD
75 Casellato Floriana PD
76 Cassano Franco PD
77 Castricone Antonio PD
78 Catania Mario UDC
79 Causi Marco PD
80 Causin Andrea SCELTA CIVICA
81 Cenni Susanna PD
82 Censore Bruno PD
83 Cera Angelo UDC
84 Cesaro Antimo SCELTA CIVICA
85 Chaouki Khalid PD
86 Cimbro Eleonora PD
87 Cimmino Luciano SCELTA CIVICA
88 Cirielli Edmondo FRATELLI D’ITALIA
89 Civati Giuseppe PD
90 Coccia Laura PD
91 Colaninno Matteo PD
92 Cominelli Miriam PD
93 Coppola Paolo PD
94 Corsaro Massimo Enrico FRATELLI D’ITALIA
95 Coscia Maria PD
96 Cova Paolo PD
97 Covello Stefania PD
98 Crimi’ Filippo PD
99 Crivellari Diego PD
100 Culotta Magda PD
101 Cuperlo Giovanni PD
102 D’agostino Angelo Antonio SCELTA CIVICA
103 D’arienzo Vincenzo PD
104 D’attorre Alfredo PD
105 D’incecco Vittoria PD
106 Dal Moro Gian Pietro PD
107 Dallai Luigi PD
108 Dambruoso Stefano SCELTA CIVICA
109 Damiano Cesare PD
110 De Maria Andrea PD
111 De Menech Roger PD
112 De Mita Giuseppe UDC
113 Decaro Antonio PD
114 Del Basso De Caro Umberto PD
115 Di Lello Marco PD
116 Di Maio Marco PD
117 Donati Marco PD
118 Ermini David PD
119 Fabbri Marilena PD
120 Famiglietti Luigi PD
121 Fanucci Edoardo PD
122 Faraone Davide PD
123 Farina Gianni PD
124 Fauttilli Federico SCELTA CIVICA
125 Fedriga Massimiliano LEGA NORD
126 Ferranti Donatella PD
127 Ferrari Alan PD
128 Ferro Andrea PD
129 Fiano Emanuele PD
130 Fiorio Massimo PD
131 Fioroni Giuseppe PD
132 Fitzgerald Nissoli Fucsia SCELTA CIVICA
133 Folino Vincenzo PD
134 Fontana Cinzia Maria PD
135 Fontanelli Paolo PD
136 Fossati Filippo PD
137 Fragomeli Gian Mario PD
138 Fregolent Silvia PD
139 Gadda Maria Chiara PD
140 Galgano Adriana SCELTA CIVICA
141 Galli Carlo PD
142 Galli Giampaolo PD
143 Gandolfi Paolo PD
144 Garavini Laura PD
145 Garofani Francesco Saverio PD
146 Gasbarra Enrico PD
147 Gasparini Daniela Matilde Maria PD
148 Gebhard Renate SVP
149 Gelli Federico PD
150 Genovese Francantonio PD
151 Ghizzoni Manuela PD
152 Giacobbe Anna PD
153 Giacomelli Antonello PD
154 Gigli Gian Luigi SCELTA CIVICA
155 Ginefra Dario PD
156 Ginoble Tommaso PD
157 Giorgis Andrea PD
158 Giuliani Fabrizia PD
159 Giulietti Giampiero PD
160 Gnecchi Marialuisa PD
161 Gozi Sandro PD
162 Grassi Gero PD
163 Greco Maria Gaetana PD
164 Gribaudo Chiara PD
165 Guerini Giuseppe PD
166 Guerini Lorenzo PD
167 Guerra Mauro PD
168 Guidesi Guido LEGA NORD
169 Gullo Maria Tindara PD
170 Gutgeld Itzhak Yoram PD
171 Iacono Maria PD
172 Iannuzzi Tino PD
173 Impegno Leonardo PD
174 Incerti Antonella PD
175 Invernizzi Cristian LEGA NORD
176 Iori Vanna PD
177 Laforgia Francesco PD
178 Lattuca Enzo PD
179 Lauricella Giuseppe PD
180 Lenzi Donata PD
181 Leone Antonio NCD
182 Leva Danilo PD
183 Locatelli Pia Elda PD
184 Lodolini Emanuele PD
185 Losacco Alberto PD
186 Lotti Luca PD
187 Madia Maria Anna PD
188 Maestri Patrizia PD
189 Magorno Ernesto PD
190 Maietta Pasquale FRATELLI D’ITALIA
191 Malisani Gianna PD
192 Malpezzi Simona Flavia PD
193 Manciulli Andrea PD
194 Manfredi Massimiliano PD
195 Manzi Irene PD
196 Marantelli Daniele PD
197 Marazziti Mario SCELTA CIVICA
198 Marchetti Marco PD
199 Marchi Maino PD
200 Marcolin Marco LEGA NORD
201 Marguerettaz Rudi Franco VALLEE D’AOSTE
202 Mariani Raffaella PD
203 Mariano Elisa PD
204 Marroni Umberto PD
205 Martella Andrea PD
206 Martelli Giovanna PD
207 Martino Pierdomenico PD
208 Marzano Michela PD
209 Matarrese Salvatore SCELTA CIVICA
210 Mattiello Davide PD
211 Mauri Matteo PD
212 Mazziotti Di Celso Andrea SCELTA CIVICA
213 Mazzoli Alessandro PD
214 Melilli Fabio PD
215 Meloni Giorgia FRATELLI D’ITALIA
216 Meloni Marco PD
217 Merlo Ricardo Antonio MOV. ASS. IT. EST.
218 Miccoli Marco PD
219 Minardo Antonino NCD
220 Misiani Antonio PD
221 Misuraca Dore NCD
222 Molea Bruno SCELTA CIVICA
223 Molteni Nicola LEGA NORD
224 Monaco Francesco PD
225 Monchiero Giovanni SCELTA CIVICA
226 Mongiello Colomba PD
227 Montroni Daniele PD
228 Morani Alessia PD
229 Morassut Roberto PD
230 Moretti Alessandra PD
231 Moretto Sara PD
232 Mosca Alessia Maria PD
233 Moscatt Antonino PD
234 Mura Romina PD
235 Murer Delia PD
236 Naccarato Alessandro PD
237 Narduolo Giulia PD
238 Nastri Gaetano FRATELLI D’ITALIA
239 Nesi Edoardo SCELTA CIVICA
240 Nicoletti Michele PD
241 Oliaro Roberta SCELTA CIVICA
242 Oliverio Nicodemo Nazzareno PD
243 Orfini Matteo PD
244 Ottobre Mauro SVP
245 Pagani Alberto PD
246 Pagano Alessandro NCD
247 Palma Giovanna PD
248 Paolucci Massimo PD
249 Paris Valentina PD
250 Parrini Dario PD
251 Pastorelli Oreste PD
252 Pastorino Luca PD
253 Patriarca Edoardo PD
254 Pelillo Michele PD
255 Peluffo Vinicio Giuseppe Guido PD
256 Pes Caterina PD
257 Petitti Emma PD
258 Petrini Paolo PD
259 Piccione Teresa PD
260 Piccoli Nardelli Flavia PD
261 Piccolo Giorgio PD
262 Piccone Filippo NCD
263 Piepoli Gaetano SCELTA CIVICA
264 Pini Gianluca LEGA NORD
265 Pini Giuditta PD
266 Pisicchio Pino CENTRO DEMOCRATICO
267 Piso Vincenzo NCD
268 Pizzolante Sergio NCD
269 Pollastrini Barbara PD
270 Porta Fabio PD
271 Prataviera Emanuele LEGA NORD
272 Preziosi Ernesto PD
273 Quartapelle Procopio Lia PD
274 Rabino Mariano SCELTA CIVICA
275 Rampelli Fabio FRATELLI D’ITALIA
276 Rampi Roberto PD
277 Ribaudo Francesco PD
278 Richetti Matteo PD
279 Rigoni Andrea PD
280 Roccella Eugenia NCD
281 Rocchi Maria Grazia PD
282 Romano Andrea SCELTA CIVICA
283 Rondini Marco LEGA NORD
284 Rosato Ettore PD
285 Rossi Domenico SCELTA CIVICA
286 Rossomando Anna PD
287 Rostan Michela PD
288 Rotta Alessia PD
289 Rubinato Simonetta PD
290 Rughetti Angelo PD
291 Saltamartini Barbara NCD
292 Sanga Giovanni PD
293 Sani Luca PD
294 Sanna Francesco PD
295 Sanna Giovanna PD
296 Santerini Milena SCELTA CIVICA
297 Sberna Mario SCELTA CIVICA
298 Sbrollini Daniela PD
299 Scalfarotto Ivan PD
300 Scanu Gian Piero PD
301 Schiro’ Gea SCELTA CIVICA
302 Schullian Manfred SVP
303 Scopelliti Rosanna NCD
304 Scuvera Chiara PD
305 Senaldi Angelo PD
306 Simoni Elisa PD
307 Sottanelli Giulio Cesare SCELTA CIVICA
308 Speranza Roberto PD
309 Stumpo Nicola PD
310 Tabacci Bruno PD
311 Tancredi Paolo NCD
312 Taranto Luigi PD
313 Taricco Mino PD
314 Tartaglione Assunta PD
315 Tentori Veronica PD
316 Terrosi Alessandra PD
317 Tidei Marietta PD
318 Tinagli Irene SCELTA CIVICA
319 Totaro Achille FRATELLI D’ITALIA
320 Tullo Mario PD
321 Vaccaro Guglielmo PD
322 Valente Valeria PD
323 Valiante Simone PD
324 Vargiu Pierpaolo SCELTA CIVICA
325 Vazio Franco PD
326 Velo Silvia PD
327 Venittelli Laura PD
328 Ventricelli Liliana PD
329 Verini Walter PD
330 Vignali Raffaello NCD
331 Villecco Calipari Rosa Maria PD
332 Vitelli Paolo SCELTA CIVICA
333 Zampa Sandra PD
334 Zanetti Enrico SCELTA CIVICA
335 Zappulla Giuseppe PD
336 Zardini Diego PD
337 Zoggia Davide PD


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mercoledì 13 settembre 2017

La blockchain e le criptovalute sono qui per restare e governare il mondo.

Personalmente, ho sempre pensato che i governi non sono l’unico male per il nostro benessere finanziario, e non solo nel campo delle criptovalute.
Ritengo infatti che una minaccia altrettanto importante, ma spesso troppo sottostimata, provenga dal comportamento delle persone, cioè da ognuno di noi…
Facciamo un esempio…
Nel campo delle criptovalute si discute spesso se queste ci consentiranno un giorno di fare a meno di banche e governi.
In teoria infatti, la tecnologia sottostante alle criptovalute, cioè la blockchain, consente di criptare dati sensibili in modo molto più sicuro rispetto ai sistemi attuali, e di validarli conservando l’anonimato dei possessori di quei dati, senza doversi rivolgere a una terza parte che faccia da garante.
In parole povere, visto che banche e istituzioni governative esistono proprio perché finora abbiamo avuto bisogno di loro per garantire l’incolumità e la validità dei nostri dati, con la blockchain ne potremmo fare tranquillamente a meno.
Questo in teoria, appunto…
Nella pratica invece, per sapere se davvero un giorno faremo a meno di banche e governi, non basta accertarci se esista o meno una tecnologia che ci consenta di farlo.
Molto più importante è capire se le persone la adotteranno o meno…
Infatti, può anche esistere una tecnologia rivoluzionaria, ma se nessuno la adotta, questa non rivoluzionerà un bel nulla.
Tutto questo preambolo serve a introdurre un fenomeno che sto osservando da un pò di tempo e che viene abitualmente interpretato in modo positivo, mentre per me costituisce una vera e propria minaccia all’uso delle criptovalute.
Parlo dei tentativi della finanza “normale” di appropriarsi di questo mercato.
Come dicevo, questo fenomeno non viene considerato negativo, anzi…
Tempo fa ad esempio si parlava del fatto che la Società finanziaria fondata dai fratelli Winklewoss aveva chiesto alla SEC (Security and Exchange Commission) il permesso di creare un fondo di investimento in bitcoin.
Quando il fondo dei Winklewoss fu rigettato dalla SEC, il prezzo di bitcoin ebbe un calo notevole.
Si sperava infatti che l’approvazione del fondo da parte della SEC implicasse una indiretta approvazione di bitcoin da parte di questa importante istituzione governativa.
La mancata approvazione implicava al contrario, secondo il senso comune, relegare bitcoin fra i paria degli asset di investimento…
Ci si dimenticava però che bitcoin era nato proprio per fare a meno della finanza tradizionale.
Che valore poteva avere per bitcoin l’approvazione di una istituzione che bitcoin stesso ha il potere di rendere del tutto superata?
Se questa ti sembra solo una questione accademica, ti faccio ora un esempio molto più pratico (e sorprendente) di come la finanza tradizionale e le criptovalute siano incompatibili, dimostrando che quando tentano di avvicinarsi, creano solo storture.
Anche se la domanda dei Winklewoss è stata rigettata dalla SEC, esiste già ora un altro modo per investire in bitcoin attraverso la finanza tradizionale, ed è il Bitcoin Investment Trust della Fidelity (GBTC, nel mercato OTC americano).
Osservando il comportamento di questo fondo, capirai all’istante dove voglio arrivare.
In apparenza, infatti, questo trust è una manna per l’investitore pigro.
Invece di imparare a usare le piattaforme apposite e i wallet per tradare le cirptovalute e conservarle nella blockchain, basta mettere un pò di soldi nel fondo e il gioco è fatto.
Purtroppo però l’investitore pigro è anche quello più soggetto alle fregature
E anche in questo caso, ne abbiamo la conferma…
Il grafico sotto mostra infatti che da giugno il prezzo delle quote di questo trust è arrivato a superare del 100% il prezzo del sottostante, cioè di bitcoin:
Il che significa che chi compra ora quote di questo trust è come se pagasse bitcoin a un prezzo più alto del 100% rispetto all’originale!
Non proprio l’affare del secolo!
Pensare che bitcoin e le altre criptovalute sono state create proprio per evitare le distorsioni della finanza tradizionale, rende ancora più triste e tragico (e anche un pò ridicolo) il fatto che ci siano persone disposte a farsi fregare in questo modo!
E qui torniamo al discorso iniziale…
Come dicevo, finché esisteranno persone del genere, tutta la tecnologia di questo mondo non riuscirà a migliorare di un millimetro le nostre condizioni di vita.
Ed ho il sospetto che, purtroppo, persone del genere siano la maggioranza nella popolazione mondiale.
Mi viene sempre in mente il fatto che da quando Hitler prese il potere (bada bene: attraverso regolari elezioni!) fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, solo il 10% degli Ebrei si rese conto di ciò che succedeva e pensò bene di lasciare la Germania prima che le cose precipitassero.
Solo il 10%…
E questo non vale solo per gli Ebrei, vale per tutta la razza umana.
E’ nella natura umana avere bisogno di sicurezza e stabilità, possibilmente fornite da qualcuno che riteniamo essere migliore di noi…
La maggior parte di noi è disposta a sacrificare anche la propria autonomia per soddisfare questo bisogno.
Ecco perché c’è così tanta gente disposta a pagare bitcoin il 100% più del suo prezzo reale, pur di essere rassicurati dal logo e dal nome di “Fidelity”, la Società di gestione del fondo dotata di tutti i permessi e le approvazioni di rito.
Ora comprendi perché la finanza tradizionale è una minaccia per bitcoin e le criptovalute tanto quanto lo sono gli enti governativi e gli stati?
Il motivo è che, proprio come i governi, anche la finanza tradizionale fa leva sul bisogno di sicurezza e (mi si perdoni) sull’ignoranza delle masse.
E in più la sua affermazione è molto più subdola di quella dei governi.
Una notizia di oggi annuncia il lancio di Hedge Token, un nuovo indice che intende creare, attraverso derivati finanziari, dei benchmark sui prezzi delle principali criptovalute, proprio come, ad esempio, Standard & Poor ha creato un indice delle azioni delle principali società americane.
Anche in questo caso, la notizia viene dipinta come un progresso nell’uso delle criptovalute, ma tutti sappiamo ormai troppo bene che quando una singola istituzione si arroga il diritto di decretare il prezzo unitario di una cosa, si arroga il diritto anche di manipolarlo.
Sottrarre un bene alla continua regolazione del mercato e stabilire che il suo prezzo sarà fissato in base alle quotazioni di derivati finanziari, è il primo passo verso il suo controllo e anche la sua manipolazione.
L’esempio che abbiamo fatto prima del Bitcoin Investment Trust è la facile dimostrazione di quanto la finanza possa falsare il prezzo di qualcosa (e lo sta già facendo, nel caso di bitcoin), anche senza avere la chiara intenzione di manipolarlo.
Cosa succederebbe se il prezzo del Bitcoin Investment Trust (che abbiamo visto essere superiore del 100% rispetto al sottostante) diventasse il benchmark del prezzo di bitcoin al posto del prezzo stabilito tutti i giorni dal mercato?
Ecco, questo è proprio il meccanismo che Hedge Token vorrebbe instaurare. Lo stesso meccanismo perverso che ha prodotto false quotazioni clamorose, come quelle dei metalli preziosi, manipolate da anni dal London Bullion Market sotto il naso degli organismi di controllo.
Morale della favola: come andrà a finire la lotta incessante tra le criptovalute e il mondo finanziario tradizionale approvato dai governi e in combutta con essi per il controllo dei nostri soldi?
Nonostante questo articolo possa far pensare il contrario, non sono così pessimista da ipotizzare che il mondo resterà così com’è.
Nella blockchain c’è posto per tutti e credo che si arriverà a una situazione mista in cui da una parte, governi e istituzioni finanziarie si faranno le loro brave blockchain centralizzate (cioè addomesticate), che conviveranno con le blockchain decentralizzate, le sole che conserveranno tutto il potere “rivoluzionario” di questa tecnologia.
A quel punto, la lotta fra blockchain “buona” e blockchain “cattiva” non verrà più condotta a suon di divieti e imposizioni (che già oggi, come la Cina sta sperimentando sulla sua pelle, si stanno rivelando inutili per combattere la blockchain).
Piuttosto, la lotta si sposterà su campagne di persuasione finalizzate a convincere le persone a usare la blockchain “addomesticata”, che verrà pubblicizzata dai governi, con l’aiuto delle istituzioni finanziarie, come la sola capace di garantire “sicurezza” e “trasparenza”.
In questo scenario non molto lontano, temo che la maggior parte delle persone si farà abbindolare come al solito, barattando, in cambio di questa illusoria sicurezza, la propria autonomia finanziaria e la capacità di maturare rendimenti che oltrepassino i limiti molto ristretti consentiti dalla finanza tradizionale.
Spero però che non siano poche le persone che invece continueranno a sfruttare la blockchain indipendente (quella vera), che è stata creata proprio per consentire alla gente di riprendersi il controllo delle proprie finanze e di riconquistare il potere di generare rendite simili a quelle che i padroni della finanza oggi riescono a ottenere sulle spalle delle persone comuni.
Questa lotta è in corso già oggi.
Come ti ho appena mostrato, esiste già la prima “trappola finanziaria” che sta impedendo a tante persone di sfruttare i vantaggi delle criptovalute. E già altre “trappole” sono in corso d’opera…
Dall’altra parte della barricata però esiste un mondo in pieno fermento, quello delle blockchain e delle relative criptovalute, che ha la capacità di utilizzare a proprio vantaggio le sfide del mondo tradizionale per diventare ogni giorno più forte…
Dice bene l’articolo di Bloomberg dal titolo significativo: “Avanti, vediamo come farete a bannare le ICO!”: “c’è da chiedersi, dice infatti l’articolo, come può un governo vietare un fenomeno che oltrepassa i suoi stessi confini”.
La blockchain e le criptovalute sono qui per restare e governare il mondo. Non ho alcun dubbio su questo.
L’unica differenza sta nel modo in cui verranno adottate dalle persone.
Se diventerà un fenomeno virale come internet, tanto meglio.
Ma c’è anche la possibilità che il senso di insicurezza delle persone prevalga, facendo diventare la blockchain un fenomeno per élite ristrette che grazie ad essa conquisteranno un potere finanziario molto superiore a quello della gente comune, senza però la possibilità di diffondere la stessa libertà e prosperità a una maggioranza che non vorrà saperne di queste “diavolerie”.
In un caso o nell’altro, tu devi fare la tua scelta.




Fonte
https://www.blockchaintop.com/bitcoin-cina/
http://altrarealta.blogspot.it/

http://ideeinnovativeperguadagnare.blogspot.it/2017/09/la-vera-minaccia-bitcoin-non-e-la-cina.html

martedì 12 settembre 2017

Esistono i lupi . Esistono coloro che hanno consegnato ai lupi le chiavi dell’ovile.


“Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi è un crimine”


Europa arancia meccanica. Italia arancia meccanica. Rimini arancia meccanica. Il primo dovere di un popolo è garantire la sicurezza delle donne. Tra gli appartenenti allo stesso popolo c’è un patto di non aggressione. Chi viola questo patto è considerato un criminale, perseguito e disprezzato. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto.
Il cosiddetto multiculturalismo, persone di etnia e lingua diversa, con strutture etiche diverse e una diversa maniera di concepire i rapporti uomo e donna che convivono su uno stesso territorio, è un’utopia mortale che permetterà lo sterminio della civiltà più impalpabile ed etera da parte di quella più brutale. Chi non appartiene a quel popolo non riconosce quel patto di non aggressione e se lo viola non è considerato un malvagio dai propri pari. Non da tutti. Ed è considerato un eroe da parecchi dei propri pari.
Introdurre in un territorio centinaia di migliaia di maschi oltretutto nullafacenti, senza la dignità e la stanchezza che dà un lavoro, sradicati dal proprio contesto, privi di controllo sociale, mantenuti in una situazione di irresponsabilità, di impunibilità e di non rintracciabilità , è un crimine che può portare solo in una direzione: l’annientamento di un popolo. Sono tutti maschi in età militare, 15/45 anni, senza donne, coesi dall’appartenenza a una stessa religione, una religione che vieta la convivenza pacifica, che ordina l’aggressione agli infedeli, che permette ufficialmente lo stupro delle loro donne. (Il Corano nella sura 4:24 E vi sono vietate le mogli sposate di altri popoli a meno che non siano cadute nelle vostre mani (come prigioniere di guerra o schiave comprate).
Qualche mese fa ho tenuto una conferenza a Verona su San Giuseppe, spiegando l’ovvio. È uno dei santi armati. Perché un falegname e non un fornaio, o un sarto? Perché i due Misteri più belli, una Donna bellissima e il suo Bambino non potevano essere affidati a un uomo disarmato. Gesù si dichiara figlio del Padre: il Padre è il Dio degli eserciti. I falegnami hanno le asce. E duemila anni fa partivano dalla materia prima quindi avevano sempre con se l’ascia perché in qualsiasi momento poteva capitare a tiro il ramo giusto, il tronco perfetto.
George Orwell affermava che tutti devono essere armati, essere armati deve essere obbligatorio. Deve essere vietato essere disarmati. Un popolo dove ogni operaio ha un fucile, afferma George Orwell è un popolo dove le ingiustizie e l’arbitri resteranno piccoli. Durante quella conferenza, ho affermato che chi non è in grado di combattere, di combattere fisicamente per la propria libertà, la perdeAlla violenza si risponde con la forza. Gli orchi si fermano militarmente. Quella conferenza ha fatto scandalo. Persino il settimanale femminile del Corsera si è scandalizzato. Ma come? Uno scrittore di libri per ragazzi che non scrive le solite quattro fregnacce che sono il verbo. Il dialogo risolve tutto. L’indignazione e la collera sono sbagliati. Le armi uccidono. Fregnacce. La crudeltà uccide. Le armi uccidono oppure proteggono. In quella scandalosa conferenza ho mostrato l’ascia, un’ascia piccola, quella con cui la mia antenata Barbara De Mari a Capo Corso ha combattuto contro i saraceni, restando viva e libera perché era armata.
Esistono i lupi . Esistono coloro che hanno consegnato ai lupi le chiavi dell’ovile. E poi ci sono i cani da pastore. Chiunque vi voglia buoni, compassionevoli fino al suicidio, incapaci di indignazione e collera, le due fondamentali emozioni di difesa, e soprattutto disarmati, sia fisicamente che spiritualmente , in realtà vi vuole morti. Oppure schiavi.



di Silvana De Mari

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domenica 10 settembre 2017

Razza di deficienti!

Razza di deficienti! Il brevissimo, divertente, fantastico racconto di Isaac Asimov

Naron, dell’antichissima razza di Rigel, era il quarto della sua razza a tenere i registri di tutte le galassie. Aveva il libro grande, con l’elenco delle moltissime razze di tutte le galassie che avevano sviluppato una forma d’intelligenza, e quello, notevolmente più piccolo, nel quale erano registrate tutte le razze che, raggiungendo la maturità, venivano giudicate adatte a far parte della Federazione delle Galassie.
Nel registro grande erano stati cancellati molti nomi: erano i nomi di popoli che, per una ragione o per l’altra, per sfortuna o incapacità erano scomparsi. Sfortuna, difetti biofisici o biochimici , squilibri sociali avevano preteso il loro pedaggio. In compenso, nessun nome era stato cancellato dal libro piccolo.
Naron, grande e incredibilmente vecchio, guardò il messaggero che si stava avvicinando.
“Naron! Immenso e Unico!” disse il messaggero.
“Va bene, va bene, cosa c’e’? Lascia perdere il cerimoniale.” Rispose Naron facendo fretta come fosse un po’ infastidito
“Un altro insieme di organismi ha raggiunto la maturità.” disse il messaggero.
“Benone! Benone! Vengono su svelti, adesso. Non passa un anno senza che ne salti fuori uno nuovo. Chi è il nuovo popolo?” domandò Naron.
Il messaggero diede il numero di codice della galassia e le coordinate del pianeta al suo interno.
“Uhm, sì, conosco quel mondo.” disse Naron facendo uno sforzo per ricordare e con la sua fluente scrittura prese nota sul primo libro, poi trasferì il nome sul secondo, servendosi, come di consueto, del nome con cui quel pianeta era conosciuto dalla maggior parte dei suoi abitanti, scrisse “Terra” e pronunciò il nome mentre lo scriveva.
“Queste nuove creature detengono un bel primato. Nessun altro organismo è passato dalla semplice intelligenza alla maturità in un tempo tanto breve. Spero che non ci siano errori.” disse Naron dopo aver scritto il nome
“Nessun errore, signore” disse il messaggero sicuro.
“Hanno scoperto l’energia termonucleare, no?” chiese Naron.
“Certamente, signore.” rispose il messaggero.
“Benissimo, questo è il criterio di scelta.” affermò Naron ridacchiando soddisfatto. “E molto presto le loro navi entreranno in contatto con la Federazione.” aggiunse Naron come di cosa scontata.
“Per ora, Immenso e Unico, – disse con una certa riluttanza il messaggero – gli osservatori riferiscono che non hanno ancora tentato le vie dello spazio”.
“Proprio per niente? Non hanno nemmeno una stazione spaziale?” chiese Naron dimostrando stupore.
“Non ancora, signore.” rispose il messaggero quasi scusandosi.
“Ma se hanno scoperto l’energia atomica, dove eseguono le loro prove, le esplosioni sperimentali?” chiese Naron sempre più stupito
“Sul loro pianeta, signore” rispose il messaggero.
Naron si drizzò in tutti i suoi sei metri di altezza e tuonò:”Sul loro pianeta?”
“Sì, signore.” rispose il messaggero.
Lentamente Naron prese la penna e tracciò una linea sull’ultima aggiunta del libro piccolo. Era un atto senza precedenti, ma Naron era molto, molto saggio e poteva vedere meglio di chiunque altro quello che sarebbe accaduto nell’universo delle galassie.
“Razza di deficienti!” borbottò Naron.



Isaac Asimov
Razza di Deficienti
(1957)

http://altrarealta.blogspot.it/