domenica 27 maggio 2018

SIAMO IN DITTATURA


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Che brutta giornata per l’Italia e per la Democrazia.
Era tutto pronto, anche io ero pronto a occuparmi di immigrazione e sicurezza, ma niente, qualcuno oggi ha detto NO.
Il governo del cambiamento non poteva nascere, i Signori dello Spread e delle banche, i ministri di Berlino, di Parigi e di Bruxelles non erano d’accordo.
Rabbia? Tanta. Paura? Zero.
Cambieremo questo Paese, insieme.
Io non mollo Amici, conto su di Voi.
Prima gli italiani!

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venerdì 25 maggio 2018

COME USCIRE DALL'EURO E AZZERARE IL DEBITO PUBBLICO IN 10 MINUTI


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lunedì 21 maggio 2018

HANNO PAURA ...

Nonostante ci sia ancora chi pensa di vivere in una democrazia, i vari veti che il presidente della repubblica sta mettendo ai nomi di possibili primi ministri o altri ministri, così come i messaggi allarmati che intimano di non tradire quanto fatto fino ad ora (soprattutto in funzione di allineamento all’Europa, ed alla cessione di sovranità ad organismi come la BCE e la Giunta europea che, nel caso qualcuno se lo fosse dimenticato, NON sono eletti e NON hanno un mandato popolare); tutto questo, dicevo, sta a dimostrare senza ombra di dubbio che questa è soltanto una parvenza di democrazia. Voi credevate di avere la possibilità di scelta, credevate che esistessero regole imparziali, credevate che chi vince ha la possibilità di attuare il programma elettorale… e invece no! Se questi programmi non sono in linea con i desiderata di chi ci controlla, allora si mette il veto, con varie scuse più o meno credibili.
Ma per quale motivo questo governo fa così paura? Il motivo è presto detto, anzi, è proprio ufficiale, state a sentire:
“A mettere in allarme i mercati sono le dichiarazioni relative ai mini bond, un controverso strumento con il quale lo Stato dovrebbe riuscire a saldare il suo debito con i fornitori, pagando con questa carta e non con denaro: il responsabile economico della Lega Nord ha confermato che arriveranno presto. Ma si trascura il fatto che l’operazione avrà impatti significativi sul debito pubblico.
Credit Agricole ritiene che i minibond siano un modo per dribblare le regole comunitarie. Ing afferma che si tratta, di fatto, di una valuta parallela. BNY Mellon dice che già la Grecia aveva pensato di introdurre questo strumento.”
Capito? 

Hanno paura di perdere il monopolio più importante: quello della creazione di denaro, la prima e più importante arma di controllo dell’umanità. Ed il pericolo è così grande che sono disposti a tutto, pur di mantenerlo.

Pubblicato da fiore selvatico 

Fonte https://www.ingannati.it


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sabato 19 maggio 2018

764 anni fa

15 maggio 1252 -

Emessa la bolla papale di Innocenzo IV denominata "Ad extirpanda" che autorizza il ricorso alla tortura per ottenere la confessione da parte dei sospetti colpevoli di eresia.
-Le radici della nostra cultura sono cattoliche,perchè se provavi ad avere altre radici ti bruciavano vivo. In poco piu' di due generazioni sterminarono tantssime persone ''gentili'', cioe' le persone che vogliono le cose giuste e quindi non la guerra che rende moltissimo alle religioni, basta guardare fino a dove ha portato i suoi uomini che sono ovunque, persone nulle, senza la realta' dei fatti ma credenti che credono in persone che da anni seminano morti,ingiustzia e menzogne.
In poco piu' di due generazioni hanno creato un vuoto ed essendo luomo il figlio di cio' che ha intorno....questo e' il rusultato, che il mondo e' in mano al male.
Giubileo
Il primo Giubileo (1300) della Cristianità non fu quello di Bonifacio VIII, ma quello del suo scomodo predecessore, l'eremita Pietro del Morrone, divenuto poi papa Celestino V.
Un papa che non volle mai entrare nello Stato Pontificio e pretese di essere incoronato nella città dell'Aquila invece che a Roma.
Fece cessare le persecuzioni nei confronti degli eretici, protesse gli Spirituali francescani - fino ad allora costretti a nascondersi per evitare l'Inquisizione - facendone un proprio ordine, il giorno stesso della sua salita al soglio pontificio in S. Maria di Collemaggio, la magnifica basilica aquilana da lui fatta edificare. Facendo questo compì un atto che avrebbe modificato radicalmente la Chiesa e la propria storia se il suo successore non ne avesse corretto la portata. Celestino istituì la Perdonanza, in un'epoca in cui l'essere umano non godeva di diritti, sancì il diritto di ogni fedele di Cristo a godere dell'indulgenza plenaria senza l'intermediazioni di nessuno, recandosi in S. Maria di Collemaggio tra il vespro del 28 agosto e quello del 29 settembre semplicemente con un atteggiamento interiore di confessione nell'anima offrendo le proprie colpe alla Luce che trasforma ogni ombra. Il pellegrinaggio divenne così imponente, di anno in anno, che Bonifacio VIII ritenne di annullare e cancellare la Perdonanza, perché responsabile di compromettere il potere della Chiesa e facilitare il lassismo nei costumi. Poiché la bolla papale non si dimostrò sufficiente per fermare il flusso dei pellegrini a Collemaggio, si tentò la scomunica. Ma nemmeno questo servì a scoraggiare i fedeli che continuavano numerosi a recarsi all'Aquila. Per dirottare il pellegrinaggio a Bonifacio VIII non restava che imitare la Perdonanza a Roma, istituendo il ... Giubileo del 1300.
Il Giubileo è dunque nato contro la Perdonanza di Celestino V, la cui bolla è la prima di tal genere nella storia della cristianità.
Tratto da Il Colle magico di Celestino di Maria Grazia Lopardi e pubblicato su Extra Terrestre nuova scienza nuova conoscenza n°9 febbraio 2000


https://www.accaddeoggi.it/?p=30404

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mercoledì 16 maggio 2018

Voto disobbediente e bullismo presidenziale

“Milioni di italiani si vedono posti sul banco degli imputati per aver votato in modo difforme dai gusti dell’establishment, populista, cioè per se stessi. Per aver pensato che non sia né bene né giusto deregolamentare, privatizzare, militarizzare, inquinare, distruggere ambiente, salute, lavoro, istruzione, condurre guerre, corrompere tutto e ogni cosa, governare insieme a mafia, massoneria e NATO. E subire tutto questo a beneficio di pochi eletti incistati in banche e oasi di lusso su diktat di una manica di abusivi che brucano gli ubertosi prati pasciuti dalle nostre tasse a Bruxelles e Francoforte. I quali, da Moscovici al cenobio ormai catacombale del Nazareno, dai soloni del principato mediatico delle fake news agli sguatteri buonisti che, per confonderci e alienarci tutti quanti, strappano e alienano popolazioni alle proprie radici e a un degno futuro, hanno sollecitato Mattarella a farsi Napolitano Tris. Anzi, ad allungare il passo: dalla repubblica parlamentare alla repubblica presidenziale.
Tentato l’affondo di un suo governo, con proterva ipocrisia definito “neutrale” (alla maniera degli arbitri di Moggi), beccato con le mani nella marmellata, l’ex-ministro della Difesa che ci difendeva massacrando la Serbia di bombe, il presidente che ha firmato tutte le malefatte PD, incluso il Rosatellum, che non si è fatto scrupolo di ricevere, anche a quattr’occhi, nel supremo palazzo della Repubblica il delinquente Berlusconi, si è permesso di porre “dei paletti”. Paletti come saracinesche nelle quali rinserrare fino all’estinzione, o alla resa, chi non si fa tappeto rosso per le scarpe laccate dell’evasore Juncker, per le marce contro Putin e tutti i nemici degli Stati terroristi, chi non rifornisce di munizioni e patte sulle spalle i valorosi antisemiti che in Medioriente eliminano dalla faccia della Terra i semiti (intesi come arabi, gli unici che semiti sono).
A questo punto, visto che, o si corre in tradotte “austerity” di terza classe, sui binari imposti dai buro-despoti di Bruxelles, dallo sradicatore di popoli Soros e dai tagliagole della NATO, per completare la spoliazione e sottomissione dei popoli, o Mattarella ti cancella, cosa cazzo si vota a fare?”

Da Da Gaza al Quirinale. Popoli fai da noi, cacicchi fai da me. E i Rothschild, di Fulvio Grimaldi.

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sabato 12 maggio 2018

non dobbiamo farci carico del cambiamento degli altri: non è quella la nostra battaglia.

A spasso col cane, nelle mie lunghe passeggiate serali, ascoltavo questo podcast di Border Nights, in particolare la parte iniziale con la dr.ssa Lesmo(recentemente radiata dall’ordine dei medici, come Gava e Miedico), con interventi molto interessanti di Massimo Mazzucco e Paolo Franceschetti. Un consiglio: ascoltatevela: una posizione così competente ed esaustiva, ma al tempo stesso semplice e chiara, non è facile da trovare. Se poi a questo si aggiunge l’assoluta serenità e calma, nonostante un mare di menzogne e falsità, viene veramente da fare una classica “standing ovation” a questa donna che, oltre ad essere stata toccata da vicino (figlio autistico a seguito vaccino) sta aiutando tante famiglie ad ottenere riconoscimenti e risarcimenti dallo stato (forse per questo dà così fastidio).
Ma non era questo ciò che volevo riportare.

Ad un certo punto sia la dr.ssa Lesmo, che anche Mazzucco, dicono che a volte si perde proprio la speranza: quando vedi che le stesse menzogne vengono dette e ridette, ripetute anche quando sarebbe ora di smetterla, e la gente normale ci crede, cosa ti resta? Sembra una battaglia troppo grandeun tentativo disperato, un’impresa impossibile: la gente, la maggioranza silenziosa, non capirà mai, non vorrà mai approfondire, si fiderà sempre dei tg
Anch’io, lo confesso, mi sono trovato spesso in questa situazione di sconforto. Ma mentre ascoltavo è maturata in me un’idea: stiamo combattendo la battaglia sbagliata!

Pensiamoci: è mai esistita un’epoca storica in cui non ci fossero prevaricazioni dei più forti sui più deboli? Un’epoca in cui l’avidità non fosse il motivo conduttore della maggioranza della gente? Un’epoca in cui chi cercava il potere lo faceva soprattutto a fini personali?

Ecco la mia conclusione: non dobbiamo farci carico del cambiamento degli altri: non è quella la nostra battaglia. (Anzi, a volte cercare di convincere gli altri a salire sul nostro carro può essere un indice di poca convinzione: cerchiamo alleati perchè, tutto sommato, non siamo più di tanto convinti noi, delle nostre scelte)
Ma se abbiamo capito il sistema, non c’è bisogno di convincere nessuno: abbiamo già vinto in noi stessi; noi che abbiamo capito, sappiamo:
  • come filtrare le notizie che ci danno, scartando tutte quelle (la maggior parte) che servono altri fini, magari occulti;
  • come curarci, senza delegare la nostra salute allo specialista di turno;
  • come alimentarci, scartando tutti i veleni che provano ad infilare nel nostro piatto;
  • come ascoltare i programmi dei partiti politici che chiedono il nostro voto, dando il giusto (=pressochè nullo) peso a chi cerca di comandarci;
  • come fare la spesa, in una maniera che non vada ad alimentare multinazonali che inseguono esclusivamente il profitto, a discapito dell’ambiente, delle condizioni dei lavoratori;
  • ecc.;

Ecco perchè ti dico che hai già vinto
Se leggi questo post, se sei uno che cerca le notizie per conto suo, che si informa, sei un vincitore: ti sei liberato dagli inganni e puoi vivere la vita in maniera diversa.

Gli altri non lo fanno? Pazienza. Prima di tutto vinci la battaglia per la tua vita – è lì che si gioca la mano vincente.
Chi ti sta intorno continua a fare tutto come prima? Pazienza.
Ma tu hai già vinto.

http://compressamente.blogspot.it/2018/05/hai-gia-vinto.html
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lunedì 30 aprile 2018

CALCIO: LA PIU' GRANDE ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA!

Qualcuno le chiama “armi di distrazione di massa”, passatempi ricreativi per distogliere l’attenzione delle masse dalle nefandezze messe in opera dall’èlite
che governa il pianeta e acquietarne il desiderio di uguaglianza e giustizia. Il calcio, il gioco-idolo dell’età contemporanea, si presta perfettamente a questo scopo. Con il suo giro di affari che si aggira sui 9 miliardi di euro annui, il calcio intrattiene e distrae circa 40 milioni di Italiani.


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In fondo che cos’è il calcio? Un gruppo di 22 persone, suddiviso in due sottogruppi, che rincorrono una palla prendendola a calci su un prato per 90 minuti.


Intorno ad essi ci sono circa 80 mila persone che li guardano per due ore, più milioni di persone che li guardano in televisione.


Poi qualche partita spesso finisce sulle prime pagine dei giornali, alimentando discussioni e pettegolezzi per giorni e giorni.


Fin qui nulla di male. Certamente tutti gli sport sono divertenti da giocare e divertenti da guardare. Eppure, se si distoglie per un attimo lo sguardo dalla sua valenza ludica, si avverte quasi una sorta di regia occulta finalizzata a rendere il gioco del calcio uno dei maggiori business internazionali e un raffinato anestetico sociale.


Secondo i dati diffusi dalla lega calcio, i ‘sostenitori’ italiani del gioco del calcio sono circa 37 milioni di persone, i quali contribuiscono, con soldi propri, ad alimentare un giro di affari (compreso l’indotto) che si aggira sui 7,5 miliardi di euro, quasi il 5% del PIL italiano. Degli 8 miliardi raccolti dalle scommesse, quasi il 90% delle puntate deriva dal calcio. Lo stato italiano, dall’industria del calcio, ricava più di 1 miliardo di euro.



Per farsi un’ulteriore idea sul denaro che gira nel mondo del gioco del calcio, basta guardare la classifica dei 10 giocatori più pagati in Italia, i quali raccolgono da soli 34,7 milioni annui di stipendio.



Se i dati economici sono impressionanti, quello che sconcerta davvero è il fenomeno della tifoseria, o meglio, di quello che può definirsi a tutti gli effetti il ‘fanatismo calcistico’. I tifosi sono ovunque, provengono da ogni fascia socio-economica e sembrano moltiplicarsi di anno in anno.


Essi permettono che una partita di calcio condizioni le loro scelte di vita, regolando il loro tempo libero sui giorni e gli orari delle gare. Tutto sembra secondario: vita di coppia, educazione dei figli, acculturazione, aria aperta, vita sociale. Il primato spetta al nuovo idolo dei tempi moderni: il Dio Calcio che non ammette di essere messo in secondo piano.


Nonostante la grande maggioranza dei seguaci del culto del calcio appartenga alla classe impiegatizia e operaia, piuttosto che scandalizzarsi dei milionari compensi delle 22 persone che stanno in mezzo al campo, questi contribuiscono con una parte del loro stipendio ad alimentarne il business in nome della passione per la squadra di calcio della propria città, che per il 95% è formata da gente che proviene o da altre città italiane, o addirittura dall’estero . E allora per cosa tifano?


Molti degli appassionati di calcio conoscono perfettamente il nome di ogni singolo giocatore, sa esattamente quali sono le sue caratteristiche di gioco e sa perfettamente cosa sia successo in ogni singolo istante di una partita, dall’inizio fino alla fine. Per questi lo sport è più che un intrattenimento: è una ragione di vita. Con le nuove generazioni, il numero dei fanatici sportivi sembra aumentare in modo esponenziale.


Ancor più misterioso è l’interesse che segue quello che è successo sul prato nei 90 minuti di gioco. Per un’intera settimana, giornali e trasmissioni televisive discutono di quanto è avvenuto nel corso della partita, dando copiosi argomenti alle persone per discutere intere ore di… un gioco! E’ come se dopo una tornata di nascondino, i partecipanti discutessero delle varie strategie adottate durante il gioco. Magari litigando e spendendo soldi… ci si divertirebbe ancora così?


Infine, il fenomeno che più sconcerta e lascia interdetti è la violenza che il calcio è in grado di generare nell’animo dei tifosi. C’è la violenza manifesta, messa in opera da persone che in nome di un simbolo (quello delle squadra) che nemmeno gli appartiene, sfascia interi pezzi di città, si scontra con i propri avversari (per non dire nemici) dandosele di santa ragione. Spesso si finisce in ospedale e qualche volta all’obitorio. Ogni partita porta dietro di sé lo strascico di quello che viene definito ‘tifo violento’.


Ma c’è anche la violenza più sottile e strisciante delle cosiddette persone perbene, le quali pur non tirando sassi o sfasciando vetrine, non disdegna violenti improperi verbali generati da un animo esasperato, oppure mirabolanti bestemmie che lasciano a bocca aperta anche gli atei più ferventi.


L’obiettivo sembra essere quello di dividere. Dice un vecchio adagio latino “dividi et impera”! Potrebbe essere proprio questo l’obiettivo malcelato degli illuminati? Dividere ed esasperare gli animi del popolo per evitare che scatenino la loro frustrazione contro il potere (da loro) costituito?


Ma come ha fatto il calcio a diventare così popolare tra tutte le classi della società? Per cercare di comprendere il fenomeno bisogna fare un balzo indietro nel tempo. La patria del calcio moderno è l’Inghilterra, e in particolare, i college britannici. Il calcio nacque infatti intorno al 1870 come sport riservato esclusivamente all’élite aristocratiche ed economiche del paese: il football fu inizialmente praticato dai giovani delle scuole più ricche e delle università.


Curiosamente, uno sport destinato ai ricchi aristocratici, nei pochi anni successivi si è poi diffuso a macchia d’olio alle bassi classi popolari ed operaie delle periferie industriali. E come se improvvisamente i contadini cominciassero ad interessarsi al gioco del polo. Eppure, questo passaggio immediato del calcio dalla classe più alta alla classe più bassa della società non è avvenuto senza uno scopo.


Prima che si affermassero l’era industriale, le nuove tecnologie e le fabbriche, gli uomini vivevano generalmente della loro terra. La rivoluzione industriale comportò un generale stravolgimento delle strutture sociali, attraverso una impressionante accelerazione di mutamenti che portò nel giro di pochi decenni alla trasformazione radicale delle abitudini di vita, dei rapporti fra le classi sociali, e anche dell’aspetto delle città.


Nasce così la classe operaia che riceve, in cambio del proprio lavoro e del tempo messo a disposizione per il lavoro in fabbrica, un salario. Sorge anche il capitalista industriale, imprenditore proprietario della fabbrica e dei mezzi di produzione, che mira a incrementare il profitto della propria attività.


Alla fine del 19° secolo, c’era qualcosa che si diffondeva molto rapidamente nelle classi operaie europee: il movimento operaio generato dalla ribellione alle pessime condizioni lavorative. Queste associazioni si ponevano generalmente l’obiettivo di migliorare – attraverso le lotte sociali e le riforme – i salari e le condizioni di vita chiedendo, fra l’altro, la riduzione dell’orario lavorativo e la tutela del lavoro minorile e femminile. Tutto ciò minava alla base lo strapotere dei capitalisti industriali e dell’èlite al potere.


Ed è in questo contesto che il gioco del calcio, meraviglie delle meraviglie, è diventato popolare. L’idea di fondo era quella di distogliere la rabbia dei lavoratori dalla schiavitù industriale e dai ricchi capitalisti, creando una serie di squadre cittadine che si sfidassero in un gioco-sport capace di sublimare la frustrazione degli operai e sfogare l’aggressività nei confronti degli avversari. A distanza di più di un secolo, possiamo affermare che la missione è riuscita perfettamente.


Viene da chiedersi allora se la passione sportiva sia un fenomeno naturale, o se gli appassionati siano indotti a desiderare lo sport? Il fanatismo sportivo è stato creato dall’èlite al potere per distrarre le persone mentre saccheggiano i nostri diritti e la nostra libertà, istupidiscono i nostri figli e devastano il nostro patrimonio naturale, culturale ed economico. Utilizzando tecniche di ‘distrazione di massa’, questi venditori di fumo focalizzano l’attenzione del pubblico altrove, mentre compiono il loro saccheggio.


E’ ovvio che non è lo sport in quanto tale ad essere il problema, ma il modo in cui viene manipolato da questa gente senza scrupoli, il cui solo obiettivo vitale è il potere, il controllo e la ricchezza. Il fanatico dello sport non si rende conto di essere uno ‘schiavo’.


Non è difficile paragonare costoro agli animali del circo che dopo un addestramento severo e serrato dimenticano il loro habitat naturale e cominciano a saltare e ballare al comando dei loro padroni: sembra quasi che accettino la schiavitù, diventando una parodia della loro vera essenza naturale.


In altre parole, la nascita del fanatismo sportivo, e dei ricavi ad esso associati, è voluta e manipolata. L’èlite, a quanto pare, approfitta del largo consenso suscitato dallo sport (come per la musica), costringendo le persone ad interessarsi primariamente di calcio, piuttosto che di cultura, politica, economia, diritti e arte, tutte attività che elevano l’animo dell’uomo. Quali sentimenti suscita invece uno sport così concepito? Rabbia, odio, violenza, istupidimento, volgarità e divisione.


Tratto da: ilnavigatorecurioso



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sabato 28 aprile 2018

Morire stupidamente dissanguati per il debito

Stiamo morendo stupidamente dissanguati per il debito, creato da una moneta che viene generata facilmente con un clic del computer.
Si può essere più folli ?
Un corpo umano è un insieme di cellule e di organi, che ha bisogno di sangue per scambiare i nutrienti, quindi ne produce la quantità necessaria a mantenere la circolazione sanguigna ottimale.

Allo stesso modo lo Stato è l’insieme di noi cittadini e aziende, che abbiamo bisogno di moneta per scambiare beni e servizi, quindi la cosa più semplice da fare sarebbe crearla con un clic del computer.
Invece siamo come un corpo umano che abbia deciso di smettere di produrre il proprio sangue, preferendo prenderlo in prestito da una “Banca del sangue” che però lo richiede indietro con gli interessi. Secondo voi che fine fa ?
Attualmente viviamo in un sistema monetario che ha fatto la stessa folle scelta, perchè lo Stato che dà valore ai soldi ha smesso di crearli, preferendo prenderli in prestito dal sistema bancario privato. In questo modo genera debito e paga interessi continuamente, finendo per morire dissanguato. O meglio, siamo noi che finiamo dissanguati perchè lo Stato aumenta le tasse e taglia i servizi per pagare gli interessi sul debito accumulato.
Viviamo incatenati in fondo alla caverna di Platone, convinti che le informazioni diffuse dallo schermo televisivo davanti a noi siano vere : lo Stato non ha soldi ed il debito deve essere ripagato, quindi per uscire dalla crisi economica dobbiamo continuare a fare sacrifici.
Qualche anno fa sono riuscito ad uscire dal buio della caverna ed ho scoperto due luminose verità :
i soldi si creano;
il debito è un inganno.
Felice di questa straordinaria scoperta, ho quindi deciso di impiegare una parte del mio tempo a spiegarlo ai miei concittadini, affinchè riescano anche loro a vedere la luce della speranza.
Questa mia video-intervista con Claudio Messora è forse il modo più chiaro e semplice di spiegarlo, spero riesca almeno ad insinuare il germe del dubbio anche negli schiavi incatenati in fondo alla caverna, perchè solo attraverso la consapevolezza di tutti, potremo finalmente cambiare il mondo.
Ringrazio di cuore Claudio, non solo per la professionalità dimostrata ma soprattutto per aver avuto il piacere e l’onore della sua conoscenza personale, e spero sia l’inizio di una lunga e fruttuosa collaborazione per aumentare la consapevolezza nella nostra società.

Se questa piccola cura non è sufficiente, stiamo organizzando una cura ben più efficace, per la quale ho richiesto l’aiuto dei miei soliti amici Nino Galloni, Marco Mori, Giovanni Zibordi, Paolo Tintori e la “new entry” Giovanni Lazzaretti.
Parteciperemo alla trasmissione televisiva Notizie Oggi Linea Sera su Canale Italia 53, condotta dal grande Vito Monaco, nella quale parleremo finalmente di “Come si creano i soldi?“. Tanto per essere chiari spiegheremo perchè “Lo Stato può creare soldi e il debito pubblico può essere cancellato“.
Il canale 53 è visibile in tutta Italia, quindi vi prego di aiutarmi a condividere questo evento con tutte le persone che conoscete, perchè possiamo arrivare ad illuminare il punto più profondo della caverna Italia, dove la luce non arriva più da anni.
Sarà l’evento sulla moneta più importante del secolo.
Partecipate e condividete.
Fabio Conditi
Presidente dell’associazione Moneta Positiva
http://monetapositiva.blogspot.it/
Fonte: www.comedonchisciotte.org
27.04.2018
https://alfredodecclesia.blogspot.it/2018/04/morire-stupidamente-dissanguati-per-il.html

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