venerdì 20 ottobre 2017

RISONATORE CRISTALLINO

«Risonatore cristallino» è un innovativo programma sviluppato dall'Advanced Mind Institute. Alla sua base c'è la frequenza di risonanza del cristallo di rocca 2675 Hz. Per ottenere l'effetto del dr. Holand, a questa frequenza è stata aggiunta la sua undicesima armonica (243.45 Hz). Nel corso delle sue ricerche il dr. Holand aveva scoperto l'effetto dell'unione di queste due frequenze sulle cellule patologiche: insieme combattono qualsiasi agente patogeno, cellule cancerogene comprese, e senza danneggiare in alcun modo la salute dell'organismo.


Alla base del principio d'azione dell'11° armonica c'è l'effetto di risonanza. Abbiamo visto che i cantanti d'opera possono, con la sola forza della voce, spaccare dei bicchieri di vetro. Anche l'effetto dell' 11° armonica si basa sullo stesso principio, ma al posto del bicchiere ci saranno le cellule patologiche.


Non NON affermiamo che questo programma possa combattere il cancro (non abbiamo a disposizione materiali che confermano o smentiscono questa tesi), ma in base alle ricerche da noi svolte ci siamo convinti che programma agisce negativamente sui virus, parassiti, funghi. A parte questo, la frequenza 2675 è adoperata da alcuni guaritori per la pulizia dell'aura umana. In internet si trovano dei diapason sintonizzati su questa frequenza, in grado di pulire l'aura e il corpo eterico. Anche in questo programma è usata la stessa frequenza dei diapason noti ai guaritori di tutto il mondo.

In questo programma sono stati altresì inseriti: un ritmo speciale della frequenza theta – 6.8 Hz - che secondo il dott. Rife, stimola le difese dell'organismo, e le frequenze del ritmo cardiaco mirate al rafforzamento del sistema cardio-circolatorio.

Il programma svolgerà un'azione positiva in caso di:

• sistema immunitario debole
• presenza di germi patogeni
• presenza di parassiti
• disfunzioni del sistema cardio-corcolatorio
• e inoltre, il programma rafforzerà in generale il vostro organismo.

Come usare il programma?
Dato che la frequenza di cristallo è un multiplo della frequenza dell'acqua, prima di iniziare l'ascolto accertatevi di non avere sete. E' importante, perché durante l'ascolto l'organismo si purifica dalle scorie, e se si riscontra una certa disidratazione, potrebbe verificarsi il mal di testa. Un eventuale mal di testa significa che il vostro organismo reagisce all'uscita delle scorie. In tal caso interrompetevi per un'ora e ripristinate la sessione più tardi.


Il programma «Risonatore cristallino» esercita un'azione più prolungata rispetto agli altri programmi: continua a lavorare sino a 48 ore dopo l'ascolto, perciò nel giorno di lavoro con questo programma si consiglia di non ascoltarne altri; questo aumenterà la sua efficacia. Se assumete degli alcolici fatelo almeno 12 ore prima di ascoltare il programma.
Come meditare?


Assumete una posizione comoda, chiudete gli occhi, fermate il dialogo interiore e già dopo alcuni minuti entrerete in un piacevole stato di rilassamento. Una persona media ci impiega circa 8 minuti. Prima di meditare è meglio bere un bicchiere d'acqua. Potete leggere di più su come meditare qui: come meditare in maniera corretta.

Si raccomanda di ascoltare questo programma con le cuffie, ma è possibile ascoltarlo anche tramite lo stereo (con le casse). In caso dell'ascolto tramite lo stereo l'effetto del programma sarà meno marcato.




Non si consiglia l’ascolto di questo programma ai malati di epilessia, ai portatori di pacemaker, alle donne in stato di gravidanza e ai ragazzi minori di 16 anni. Risonatore cristallino

vedi anche
http://altrarealta.blogspot.it/2017/08/antipatogeno.html

http://altrarealta.blogspot.it/

mercoledì 18 ottobre 2017

Usi terapeutici della Cannabis

Non dovevo occuparmene più mi ero promesso di regalare alla pianta più boicottata dell’umanità un meritato e doveroso riposo. Invece…parlando con diverse persone ho potuto constatare quanto sia ancora radicata la disinformazione sulla canapa. Una disinformazione medica che mi ha costretto a riprendere in mano la questione e trattare una volta per tutte l’aspetto forse più importante della pianta: quello terapeutico.
A tal proposito esiste una documentazione faraonica: libri, articoli, antichissimi erbari, ricerche e pubblicazioni scientifiche, esperienze di volontari, ecc.
Tutto testimonia a favore della cannabis nella cura di patologie che vanno dai dolori muscolo-scheletrici, al glaucoma, dall’anoressia e depressione a malattie tremende come epilessia e sclerosi multipla, per non parlare del validissimo aiuto nell’alleviamento degli effetti secondari dei trattamenti chemioterapici nel cancro, come nausea e vomito, e negli stati debilitanti in caso di deficit immunitario
I risultati sono così entusiasmanti che oggi sperimentazioni mediche controllate sono iniziate in Stati Uniti, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Israele, Olanda e Canada. In quest’ultimo paese addirittura, l’Associazione Medica che riunisce tutti i 52 mila medici canadesi vorrebbe rimuovere dal codice penale l’uso personale della cannabis e sostituirlo con una semplice ammenda[1].
Cosa dire poi del recentissimo studio sull’abuso della droga da parte di una Commissione governativa inglese la cui conclusione è a dir poco incredibile: “Lo spinello dà meno assuefazione delle sigarette e dell’alcol[2]”. Non solo, il gruppo di esperti incaricati dal Ministro dell’Interno britannico per valutare i pro e i contro di un alleggerimento della legge sulle sostanze illecite, sostiene che la cannabis potrebbe addirittura fare bene alla salute: “l’azione cardiovascolare – spiega il rapporto – è simile agli effetti dell’esercizio fisico”.
Ma cosa sta succedendo?
Una delle piante più antiche viene prima messa al bando rendendola illegale per decine di anni - paragonata ad una droga tossica e pericolosa per la salute - per poi saltare agli onori delle cronache vivendo oggi un periodo di quasi religiosa redenzione.
Una redenzione ostacolata da pochi e osannata da molti per via delle altre numerose applicazioni pratiche da guinness dei primati. Dalla canapa infatti oltre a medicinali che funzionano, e questo basterebbe, si possono ottenere: carta indistruttibile, materiale tipo plastica, coloranti, solventi, tessuti resistentissimi, cordame e molto altro ancora. Per questo, molto probabilmente, è stata oggetto della più grande opera di boicottaggio mai realizzata nella storia a noi conosciuta. Una fitocospirazione da fantascienza, che se non lo avete ancora letto vi consiglio di farlo al più presto (Cannabis connection)
Questo recente riconoscimento è la presa di coscienza di un errore passato di proibizionismo gratuito - anche se di gratuito non ha proprio nulla - o la riabilitazione obbligatoria per via di un numero sempre maggiore di utilizzatori e di prove della sua efficacia, almeno in termini medici? La cosa certa è che oggi chi giova di tutto questo, tranne pochissime persone autorizzate dai rispettivi governi a fumarsi la “piantina”, sono le corporazioni chimico-farmaceutiche che approfittando della situazione stanno commercializzando prodotti di sintesi, i cosiddetti analoghi, che emulano il principio attivo della cannabis: il THC. Una emulazione che vedremo in seguito presenta qualche piccolo inconveniente.
Prima però osserviamo a livello fisiologico come agiscono questi cannabinoidi “colpevoli” degli eccezionali risultati terapeutici.
Il THC, come abbiamo detto è il principio attivo della cannabis, cioè quello che agisce direttamente sull’organismo. Per essere più precisi interagisce con un sistema detto cannabinoide[3] normalmente presente nel corpo umano, e produce i suoi effetti agendo sui recettori del sistema. I recettori sono delle proteine molto speciali che si trovano sulle superfici di determinate cellule. La droga, in soldoni, forma una specie di ponte, un legame con queste proteine e per così dire attiva delle funzioni cellulari interne molto precise. Sono stati identificati due tipi di recettore: il CB1 e il CB2.
I CB1 sono presenti sui neurociti encefalici e spinali come in certi tessuti periferici; i CB2 si trovano principalmente sulle cellule del sistema immunitario ma non nel cervello[4].
Questo è molto interessante: abbiamo recettori della cannabis sul cervello e addirittura nel sistema immunitario[5].
Per dover di cronaca è doveroso anche sottolineare che non esiste solo il THC, questo indubbiamente è il più famoso e il più presente nella pianta, ma esistono oltre 60 cannabinoidi diversi l’uno dall’altro. Al momento attuale non si sa molto sulle proprietà di questi cannabinoidi se non che sembrano essere privi di effetti psicoattivi e/o psicotropi sul cervello. Quindi l’ipotesi che anch’essi influenzino positivamente gli effetti terapeutici della cannabis senza però interferire sul comportamento umano non è da scartare.
In definitiva questi cannabinoidi di origine naturale interagiscono con parecchie funzioni organiche e sono in grado tra le altre cose di bloccare la liberazione dell’acido glutammico, il principale neurotrasmettitore implicato nella patogenesi dell’ictus[6]; liberare dopamina, un altro importantissimo neurotrasmettitore collegato alla capacità di controllare i movimenti, e tanti altri aspetti più sottili che sono in fase avanzata di studio. A proposito di studi: prima ho accennato alle numerose sperimentazioni che si stanno facendo in tutto il mondo. Bene. Le sperimentazioni per chi non lo sapesse sono sempre costosissime, e nessun istituto di ricerca si sognerebbe di spendere soldi senza la certezza matematica di un notevole tornaconto. Un tornaconto che si materializza molto spesso in un farmaco o una terapia. Nel caso della cannabis abbiamo, per il momento, due tornaconti sintetici: Dronabinolo e Nabilone. Ce ne sarebbero altri, come il Levonantradolo, l’HU-210, il SR141716A, ecc. ma per il momento sono disponibili solo per usi sperimentali. Per il momento però. Domani…è un altro giorno.
Il Dronabinolo, il cui nome commerciale è Marinol® è prodotto dalla Unimed Pharmaceuticals Inc., una compagnia della Solvay Pharmaceuticals Corporation. Il Nabilone detto anche Cesamet® è prodotto in Inghilterra dalla Cambridge Selfcare Diagnostics Ltd per conto della Eli Lilly & Corporation, quella del Prozac® per intendersi.[7]
Naturalmente a questo punto era d’obbligo spulciare i foglietti illustrativi di questi farmaci. Cosa secondo voi abbiamo trovato? Siamo sempre alle solite: svariati effetti collaterali! Fin qui nulla di strano, visto che non esistono medicinali di sintesi privi di controindicazioni. Però se vi dicessi che le reazioni avverse sono le stesse curate però dalla pianta naturale, come anoressia, depressione, astenia[8], la cosa non assume una aspetto tragicomico? Se uso per esempio la “cannabis sintesis” per aiutare un’astenia potrei vedere insorgere una depressione accompagnata pure da vertigini. Oppure, che ne so, per alleviare nausea e vomito provoco palpitazioni e/o ansietà. Interessante vero? Si cura da una parte e si pagano le conseguenze dall’altra! L’onnipresente rovescio della medaglia. Sicuramente il dritto sarà un basso costo di vendita al pubblico, giusto? Sbagliato. Una ventina di capsule di Cesamet® per esempio, costano 102 sterline circa[9]! E il Marinol è ancora più costoso[10]. Avete capito? Una singola pastiglia, per capirci, costa oltre 15mila di vecchie lire! Più che un dritto, mi sembra un altro rovescio! Il problema è che nessuno sta giocando a tennis, qui abbiamo a che fare con la vita e la salute, già precarie, di tantissime persone sofferenti.
Allo stato attuale quindi, abbiamo da una parte una pianta illegale a gratis che si potrebbe coltivare quasi ad ogni latitudine senza necessità di pesticidi e con un tempo di maturazione rapidissimo di pochi mesi, dall’altra dei prodotti sintetici che costano molto, richiedono diversi anni di studi e presentano inconvenienti secondari da non sottovalutare.
Cosa fare a questo punto? Legalizzare la pianta proibita per antonomasia, catalogata fin dagli anni ’60 nel campo delle “droghe senza alcun effetto terapeutico”[11], oppure continuare a non vederne i risultati in ambito terapeutico puntando esclusivamente nella chimica di sintesi? Secondo voi cosa opteranno i governi democratici dell’unione europea indirizzati magari dalle potenti corporazioni transnazionali della chimica e della farmaceutica? Una vaga idea io ce l’ho, non so voi…
Nessuno certamente vorrebbe una società in cui persone sane si spacciano per malati immaginari inventandosi patologie o peggio ancora falsificando esami per farsi prescrivere dal proprio medico una sigarettina farcita, o peggio ancora vedere malati che soffrono realmente di gravose patologie debilitanti che non possono utilizzare i derivati della cannabis se non da degenti ospedalieri, come sta succedendo oggi nel nostro paese. La farmacia del Policlinico Umberto I per esempio, ma questo è valido per tutti gli ospedali, può somministrare il farmaco derivato dal THC solo dopo il ricovero[12].
Non è questa una burocratica assurdità all’italiana?
Una persona in grado tranquillamente di seguire la terapia nella comodità del focolare domestico, magari con la vicinanza dei propri cari, si vede costretta a entrare nell’ambiente asettico e freddo di un nosocomio.
Speriamo allora che passi il recente Disegno di Legge che introdurrebbe l’uso terapeutico della cannabis. Questo almeno permetterebbe di trovare i fitofarmaci sintetici direttamente in farmacia, previa naturalmente ricetta di un medico del servizio sanitario.
Nell’attesa di questo Disegno concludiamo con una comparazione dal punto di vista pratico e farmacologico tra la pillola sintetica e la sempreverde pianta plurimillennaria.
Apro una parentesi doverosa perché i fattori influenzanti nel caso della cannabis naturale sono numerosissimi: stati d’animo della persona, quanto e come il fumo viene aspirato, quanta cannabis contiene la sigaretta, quanto THC è presente nella pianta, dal tipo di pianta, ecc.
Chiudiamo la parentesi e prepariamoci ad entrare in campo.
Il fumo di una sigaretta di cannabis rilascia in circolo oltre il 30% del THC totale, mentre per via orale, la pillola, è di 2 o 3 volte inferiore perché dopo essere stata assorbita attraverso l’intestino viene metabolizzata dal fegato prima di raggiungere il grande circolo[13].
Uno a zero per la cannabis e palla al centro. Per essere onesti ci sarebbe una punizione per la chimica se consideriamo le supposte rettali che bypassando il fegato permettono un maggior assorbimento del THC in circolo.
Una volta entrato nel torrente circolatorio il THC si distribuisce in tutto il corpo principalmente nel tessuto adiposo perché essendo liposolubile si scioglie solo nel grasso. Questa proprietà intrinseca della cannabis è un grosso limite per la formulazione dei preparati cannabinoidi, oltre a rallentare il loro assorbimento intestinale[14].
Due a zero e di nuovo palla al centro.
Per quanto riguarda gli effetti farmacologici della cannabis documentati finora sono relativi alle vie respiratorie. Uno studio del Western Journal of Medicine del 9 giugno 1993[15] afferma che chi fuma cannabis rischia malattie alle vie respiratorie per il 19% in più di chi non fuma, e che nessuna dipendenza e/o assuefazione fisica è stata dimostrata se non una sporadica dipendenza psicologica in alcuni soggetti. Dall’altra abbiamo gli effetti secondari del Marinol® e del Cesamet® visti prima.
Diamo un punto alla sintesi chimica perché non tutte le persone sarebbero disposte a utilizzare la pianta attraverso la sigaretta. Se però consideriamo che dei sessanta cannabinoidi naturali contenuti nella canapa, i prodotti farmacologici attualmente in commercio sono basati quasi esclusivamente nel Tetraidrocannabinolo (THC), l’unico con effetti psicotropi, tralasciando gli altri cinquantanove privi di attività sul cervello, è lecito pensare che al momento attuale la pianta potrebbe essere almeno sessanta volte più completa di qualsivoglia prodotto uscito da un laboratorio di ricerca. Calcolando infine i costi rispettivi decisamente incomparabili il risultato finale è di quattro a uno per la cannabis! Avrete capito che questa è una gara surreale perché se avvenisse realmente l’arbrito, rappresentato dalle lobby del farmaco, fischierebbe almeno due o tre rigori per la chimica espellendo magari qualche cannabinoide per “intervento” troppo deciso. Non ci resta che sperare quindi in una invasione di campo che metta fine una volta per tutte a questa assurda e controproducente rivalità.
Un “invasione pacifica” da parte di una maggiore consapevolezza che dia, anzi ri-dia, al malato il suo ruolo principale di essere vivente e che santifichi una volta per tutte uno dei diritti più importanti: quello della libera scelta terapeutica. Una scelta che spetta esclusivamente ai singoli individui e non alle organizzazioni sanitarie, tanto meno alle corporazioni; perché…una volta imboccata la strada terapeutica siamo noi a pagarne le conseguenze e/o goderne i benefici. Nessun altro!

Marcello Pamio

[1] ANSA 15 marzo 2002
[2] Il Corriere della Sera del 17 Giugno 2002
[3] Veniva usato per designare la famiglia delle sostanze chimiche presenti nella cannabis. Oggi abbraccia tutte le sostanze in grado di attivare i recettori.
[4] Uso terapeutico della cannabis. Il rapporto della Camera dei Lord –www.cgil.it/org.diritti/fuoriluogo/Rapporto.htm
[5] Idem
[6] Inserto Salute di Repubblica del 16 maggio 2002
[7] Uso terapeutico della cannabis. Il rapporto della Camera dei Lord
[8] Sito ufficiale MARINOL® www.marinol.com
[9] Uso terapeutico della cannabis. Il rapporto della Camera dei Lord
[10] Idem
[11] Inserto Salute di Repubblica del 16 maggio 2002
[12] Trasmissione Report del 18 febbraio 2002
[13] Uso terapeutico della cannabis. Il rapporto della Camera dei Lord
[14] Idem
[15] Tratto dal sito www.dica33.it




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martedì 17 ottobre 2017

... PERSINO LE STELLE SPARIRANNO

"Se hai paura di perdere, semplicemente non hai ancora trovato te stesso.

Quando lo farai ti calmerai, perché nella vita niente ci appartiene che possa essere perduto.
Un ladro metterà la mano nella tua tasca, la vecchiaia ruberà la bellezza, le malattie porteranno via le persone, persino le stelle spariranno dietro le nuvole, e noi siamo impotenti, malgrado abbiamo le leggi, le prigioni, le creme, le medicine, i telescopi...


Succede che le ricchezze tornano, che la gente riapre gli occhi, che il cielo si schiarisca... ma il diritto della proprietà è illusorio.
La vita è semplice e bella; non porta debiti e non promette nulla. E noi non stiamo qui con le mani vuote, abbiamo l’amore, tra le mani.

Quello non si perderà mai, non svanisce, non smette di esistere, malgrado le profezie che si esauriscono, le lingue che si metteranno a tacere e la conoscenza che diventerà vecchia.
(Boris Grebenschikov).

Olga Samarina FB
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lunedì 16 ottobre 2017

LE RELIGIONI SONO SISTEMI DI CONTROLLO

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Elezioni irrilevanti: dopo, avremo il solito Governo dei Proci

Prepariamoci: non cambierà niente, in Italia, dopo le elezioni. L’ultima volta s’è votato nell’ormai remoto 2013. Un match concluso con la “non vittoria” di Bersani, la flessione del Cavaliere (bombardato dalla filiera mediatica Nato-Ue) e la squillante ma pletorica affermazione dei 5 Stelle. Risultato: governicchi di compromesso (da Letta a Gentiloni) intervallati dalla meteora Renzi, il finto rivoluzionario rottamatore, ben attento a non disturbare il vero manovratore finanziario, atlantico, europeo. Ora siamo alla parità perfetta di tre blocchi elettorali, ma sempre in assenza in proposta politica: nessuno si candida a sbloccare la situazione di crisi, innanzitutto economica e democratica. «Dato che abbiamo tre poli politici – Pd, M5S, Centrodestra – ciascuno vicino al 30%, consegue che, probabilmente, col sistema elettorale attuale (e non vi è impegno di mutarlo), frutto del lavoro della Corte Costituzionale su leggi elettorali incostituzionali, dopo le imminenti elezioni politiche semplicemente non ci potrà essere una maggioranza uscita dalle urne, un governo che sia espressione democratica», scrive l’avvocato e saggista Marco Della Luna, che teme l’avvento del “governo dei Proci”, i saccheggiatori di Itaca.

«Un governo dovrà però esser formato in ogni caso, perché lo esigono i “mercati”(=lobby bancaria) come condizione per continuare a comperare i buoni del Tesoro», scrive Della Luna sul suo blog. Quindi, aggiunge, questo nuovo governo post-elettorale «lo si formerà grazie all’intervento dei soliti “responsabili” – forse mediante un’alleanza tra Berlusconi e Pd (=lobby bancaria), col sostegno di Mattarella, dell’“Europa” (=lobby bancaria), dell’Eurogruppo (=lobby bancaria), del Fmi (=lobby bancaria)». Morale: «E’ il trionfo dei Proci, che saccheggiano Itaca e il palazzo di Odisseo approfittando della sua assenza e tramando affinché non tornasse più sul trono». Tradotto: sarebbe «la cuccagna della partitocrazia italiana, di questi partiti consistenti in coalizioni di comitati di affari per il saccheggio delle risorse pubbliche». Mano libera, ai “Proci”, grazie a «due leggi elettorali incostituzionali di fila», nonché «un Parlamento eletto incostituzionalmente». Fattori che «garantiscono che il popolo non possa scegliere chi governa». E così, «la partitocrazia si ritrova in una situazione che neutralizza gli elettori e lascia pertanto le segreterie partitocratiche (=coordinamenti dei comitati di affari) padrone di negoziare tra loro stesse le più opportune e redditizie lottizzazioni».

Tutto questo, aggiunge Della Luna, avverrà «sopra la testa della gente, creando governi servili agli interessi non-italiani dominanti in Europa e in generale in Occidente». Interessi, dice, a cui la palude italiana «continuerà ad appoggiarsi», per ottenere «sostegno e legittimazione», aspetti necessari a «portare avanti le sue pratiche ladresche e di svendita degli interessi nazionali». Se Della Luna non usa toni diplomatici, è difficile non convenire sulla serietà dei rischi che paventa: la Germania è alle prese con i primi incubi (il malessere incarnato da Afd per un’economia asimmetrica, votata all’export e basata sulla compressione di salari e consumi) ma per ora continua a dormire tra due guanciali, la Cdu e l’Spd, così come la Francia che – dopo il sedativo Hollande, strattonato dal super-potere oligarchico – ha scelto direttamente l’originale: Macron è un prodotto fabbricato in vitro e orgogliosamente rivendicato come tale dal suo padrino Jacques Attali, eminente supermassone reazionario, tra i massimi guru ispiratori dell’architettura neo-artistocratica, antipopolare e antidemocratica chiamata Unione Europea. E in questa situazione, con l’economia appesa ai diktat della Bce e della Bundesbank, l’Italia schiera Di Maio e Berlusconi, Salvini e Renzi, Bersani e D’Alema. Chi di loro arriverà a Palazzo Chigi? Non importa, è del tutto indifferente, sostiene Della Luna: per l’Italia non cambierà niente.


domenica 15 ottobre 2017

CAZZO CHE SCANDALO !

Sesso e Hollywood, niente di meglio per distrarre (a orologeria) un popolo di beoti dalla dura realtà

Non starò ad entrare nei dettagli della vicenda, visto che tutti i media stanno trattandola con la dovizia di particolari che si riserverebbe all’omicidio Kennedy. Vi basti sapere che, udite udite, mezzo mondo è sconvolto perché, in quel paradiso della morigeratezza dei costumi che risponde al nome di Hollywood, esisterebbe un produttore potentissimo ed erotomane che negli ultimi 25 anni si è scopato anche i comodini, garantendo ai suddetti dei ruoli più o meno prestigiosi in pellicole più o meno di successo, proprio grazie alla loro inclinazione a darla via e tacere. Cazzo, che scandalo! E chi lo avrebbe mai immaginato!? Ovvero, ciò che è norma da sempre anche nelle tv private di provincia, quelle che dalle 23 alternano spogliarelli a vendite di busti per sofferenti d’ernia, avrebbe dovuto vedere Hollywood esente e virginale eccezione?
Ma andate a cagare sulle ortiche, come si dice dalla mie parti. La questione grave, per quanto riguarda il caso in questione, è che Harvey Weinstein non solo sarebbe stato un predatore seriale ma anche – e soprattutto – colpevole in alcuni casi di stupro, uno di questi riguardante negli anni Novanta anche Asia Argento, la cui memoria è tornata miracolosamente a funzionare proprio ora a scandalo esploso (in tal caso, il vero mistero è come Asia Argento non solo possa recitare ma anche trovare qualcuno che la voglia concupire). E qui, fermi tutti: la violenza carnale è un reato odioso e se è stato commesso, il nostro Weinstein deve pagare. Ma ecco l’effetto collaterale:

1/ We see voices being silenced on Twitter every day. We’ve been working to counteract this for the past 2 years.

— jack (@jack) 14 ottobre 2017

“Combattiamo da due anni”, così il Ceo di Twitter, Jack Dorsey, ieri è tornato alla carica contro la violenza sul social network, promettendo nuove regole stringenti per mettere a tacere una volta per tutte l’hate speech che dilaga sul web. E la ratifica dell’impegno di Twitter contro i messaggi che incitano all’odio è arrivata proprio all’indomani dell’episodio che ha visto protagonista l’attrice Rose McGowan, a cui è stato temporamente sospeso l’account Twitter dopo un post di accusa a Weinstein. Dopo la denuncia dell’attrice e l’atto di boicottaggio contro il social di un gruppo di utenti donne a sostegno di McGowan, l’account è stato ripristinato. Le nuove regole per l’hate speech saranno annunciate la prossima settimana e, dice Dorsey, entreranno in vigore a breve. E vai con un altro bel giro di censura politically correct, applaudito in mondo visione in nome della lotta alla violenza sulle donne. E poco fa, la conferma: Weinstein è stato cacciato anche dalla Academy degli Oscar. Ora manca che gli tolgano la Fidaty Card dell’Esselunga e siamo a posto.

7/ New rules around: unwanted sexual advances, non-consensual nudity, hate symbols, violent groups, and tweets that glorifies violence.

— jack (@jack) 14 ottobre 2017

Due cose, poi, fanno pensare. Primo, l’utilizzo di massa di acutil fosforo che si è registrato sulla West Coast, fulmineo e devastante come gli incendi nella Napa Valley. Parte una denuncia riferita a fatti di anni e anni fa e, boom, mezza America che ha calcato i palcoscenici o ci ha provato è stata insidiata da Weinstein. Di più, nell’arco di un giorno e senza che queste accuse siano state comprovate, tutto il Paese che conta, ovvero chi fino al giorno prima lo trattava come Re Mida e gli leccava il culo, lo scarica senza pietà, bollandolo certamente come un mostro. In primis, guarda caso, i big del Partito Democratico, di cui Weinstein era munifico e ben gradito sostenitore, oltre che membro della potente lobby ebraica.
Il più classico caso di caduta rovinosa dalle stelle alle stalle, senza che alcuna giuria abbia ancora emesso una sentenza: a sua parziale difesa, Oliver Stone e Quentin Tarantino. Per il resto, peggio dell’Inquisizione spagnola. Secondo, dando un’occhiata al timing, l’effetto Strauss-Khan 2.0 dell’intera vicenda. Ripeto, al netto che per ogni produttore maiale ci sono almeno 10 aspiranti attrici senza remore pronte a concedersi senza doverselo nemmeno far chiedere, appare davvero strana questa epidemia di concupite che saltano fuori dal niente come funghi a decenni di distanza dalle presunte molestie. Qualcuno voleva farla pagare a Weinstein per qualcosa e il momento della vendetta è arrivato, magari in contemporanea con un cambio degli equilibri di potere a Hollywood che l’ha reso possibile?

Può essere, ovvio, l’ambientino non è certo quello di una parrocchia. D’altronde, accadde così – con le debite differenze – anche all’ex capo dell’FMI, Dominique Strauss-Khan, il quale pagò molto caro l’aver osato parlare, alla fine del suo mandato, della necessità temporale di un basket di valute globali come nuovo benchmark al posto del dollaro. Casualmente, un uomo potente e in grado di avere ciò che vuole, avrebbe deciso di stuprare una cameriera di colore in un albergo newyorchese. Di più, la stessa appariva una sorta di Mike Tyson in gonnella, mentre Strauss-Khan certamente non è un adone.
Non importa, nonostante apparisse chiaramente poco credibile sia la dinamica, sia il fatto che un personaggio simile avesse bisogno di stuprare una cameriera se colto dalla fregola, furono scandalo globale, pubblico ludibrio e manette. Salvo poi, finire tutto in una bolla si sapone. Titoli per le accuse? Un miliardo. Parziale riammissione al genere umano? Pressoché silente. Si tratta anche questa volta del classico “sbatti il mostro in prima pagina”? Temo di sì ma non per colpire Weinstein personalmente, lui è solo l’accelerante dell’incendio doloso. E un danno collaterale della rivoluzione in atto nella comunità ebraica USA. Partiamo da principio, magari da questi grafici:
i quali ci mostrano che il pubblico televisivo a pagamento negli USA è in netto calo, così come i titoli delle principali emittenti. Cosa vuol dire? Uno, la favolosa ripesa economica USA non è tale se si taglia, a questo ritmo, beni sì voluttuari ma da poche decine di dollari al mese, non certo spese pazze. Due, forse anche la credulona audience statunitense ne ha piene le palle di farsi prendere per il culo da canali pieni di film e telefilm idioti ma, soprattutto, da notiziari da fare invidia all’Istituto Luce. Quindi, per scatenare la cortina fumogena serviva qualcosa di forte, il mix più potente a livello sociale che non contempli lo sport, comunque tirato in mezzo dallo scandalo sull’inno nazionale.
E cosa c’è di meglio se non Hollywood e tanto, tanto sesso sporco? In effetti, il Paese non parla d’altro. Non parla della delirante campagna anti-iraniana lanciata da Trump (Teheran, a suo dire, sarebbe alla base della nascita di Al Qaeda), non parla della tensione sempre crescente con la Russia, tra sistemi missilistici NATO in Romania e l’obbligo di togliere le bandiere russe dall’ambasciata di San Francisco che ha fatto andare su tutte le furie Serghei Lavrov.

O, magari, tette e culi in ordine sparso e tocchicciate dal maialone potente di turno eviteranno che l’americano medio scopra questo:
cioè che, nel silenzio totale dei media, in Afghanistan gli USA sono in modalità combat come non si vedeva da anni. Il comparto bellico-industriale chiama e il Pentagono risponde. Lontano dai riflettori, però. E che dire dei continui morti civili nei raid USA in Siria al fine di distruggere covi e avamposti che potrebbero contenere materiale compromettente? Siamo al livello di oltre 200 alla settimana, tanto che Damasco ha chiesto ufficialmente la loro sospensione e Mosca un’inchiesta indipendente sul ruolo USA a Deir ez-Zor e nell’attacco chimico dello scorso aprile a Idlib. Stranamente, poi, è di oggi la notizia che nelle fasi finali della riconquista di Raqqa, uomini dell’ISIS si sarebbero arresi a miliziani ribelli siriani, i quali li avrebbero fatti prigionieri: le telecamere occidentali si avvicinano per testimoniare la liberazione della città martire, quindi Al-Nusra e soci hanno bisogno di una ripulita al curriculum. Come Weinstein, anche l’ISIS è stato abbandonato da tutti. Infine, alla luce di questo,
è meglio regalare all’americano medio torbide storie di set cinematografici e molestie o il fatto che i millennials statunitensi non siano mai stati così indebitati, creando di fatto una bomba ad orologeria nel già traballante impianto economico degli USA, costretto a utilizzare i danni degli uragani per evitare il lockdown sul tetto di debito?

E tornando a parlare di ISIS e doppiogiochismo, ecco dove entra in campo la figura di Weinstein come vittima perfetta. Se infatti il suo profilo di famosissimo e potentissimo produttore hollywoodiano garantisce appeal globale alla storia, è il suo essere eminente membro dell’ala liberal della lobby ebraica a fornire l’effetto collaterale favorevole a neo-con e falchi di Tel Aviv alla ricerca di riposizionamento. Se ovviamente il ritiro contemporaneo di USA e Israele dall’UNESCO è stato un segnale abbastanza chiaro di netta svolta anti-araba e anti-palestinese, ecco che l’altro giorno il canale israeliano Channel 2 ha mandato in onda un filmato che mostra un campo dell’ISIS proprio ai confini con lo Stato ebraico, sulle Alture del Golan.
Come dire, se stanno lassù in pace e tranquillità, qualcosa che non funziona in Israele e, soprattutto, nell’amministrazione Netanyahu, c’è di sicuro. E, a vostro modo di vedere, se non ci fosse un doppio fine e una palese volontà di bruciare politicamente qualcuno per ottenere una svolta dichiaratamente di destra che sostenga la lotta a Iran ed Hezbollah da combattere al fianco degli USA, quel filmato sarebbe uscito? Proprio ora e su una delle televisioni più viste in assoluto in Israele? La lobby ebraica sta riorganizzandosi e ai massimi livelli, l’ala liberal – come l’ISIS – non serve più. Anzi, va sputtanata per benino. La svolta è dietro l’angolo ed è svolta di guerra. Per questo, al popolo più beota del mondo va servita una storia che lo appassioni e lo distragga. Wag the dog, la solita vecchia ricetta.

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https://www.rischiocalcolato.it/2017/10/sesso-hollywood-niente-meglio-distrarre-orologeria-un-popolo-beoti-dalla-dura-realta.html

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LA LOFFIA PERFETTA

di Beppe Grillo

Ciò che conta è stare uniti, vicini vicini: la loffia perfetta ahahha! Oggi è un grande giorno. La pace più insperata è stata re-instaurata, l'amore cade come una pioggerella sottile, mondando nuovi e vecchi rancori, anzi, trionfando sui più antichi risentimenti. Oggi è il giorno dell'unione fraterna tra i più lontani fra tutti i rappresentanti del popolo. Il Paese aspettava da anni questo squarcio fra le nubi cupe dell’incomprensione, ed ecco spuntare un etere cristallino, la democrazia è salva. Il Parlamento ha ritrovato la sua unione e compattezza, unica garanzia per il perseguimento dell'alto (altro) fine cui è preposto.

I cittadini tutti, oggi, celebrano un miracolo italiano che si pensava appartenere oramai solo ad una azzardata e folle speranza. Così si realizza l’impossibile, così oggi è divenuto realtà. Forze politiche da sempre avverse si sono unite, concentrando tutti i loro sforzi e le loro capacità di mediazione, per raggiungere un obiettivo primario e realizzare la volontà dei cittadini.

Accantonati inutili rancori, dicotomie ormai desuete quali maggioranza/opposizione: Pd, Lega, Forza Italia, verdiniani et similia, convergono magicamente ed approvano una legge perfetta, inappuntabile, impermeabile a qualsiasi critica, proprio perché frutto di lunghe e condivise intese e prodotto della volontà granitica di donare ai cittadini lo strumento migliore per volare sicuri verso i seggi e scegliere il meglio per il Bel Paese.

Questo dimostra, al contrario di quanto capziosamente vorrebbe insinuare qualcuno, che nel momento del bisogno, quando le sirene dell'urgenza e del "bene" collettivo si fanno sentire, la politica C'È ed è all'altezza. Risponde in modo veloce, efficiente, coraggioso e, unita oltre ogni ostacolo ideologico, strategia e decenza, concretizza l'obiettivo.

Noi, oggi, siamo fieri di essere italiani. Grazie a tutti, e forse anche a Dio.




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venerdì 13 ottobre 2017

" IL PROGRESSO"

"La gente non capisce minimamente le forze che governano le loro vite. Non capiscono il senso della loro evoluzione. Ciò che si chiama il "progresso", ha fatto mettere l'uomo più in basso delle bestie che vivono in libertà.
La "bestia" mangia il cibo biologico, vive nelle condizioni climatiche adatte, si muove molto e non sta mai in ansia; questo modo di vivere oggi è accessibile soltanto ai miliardari in pensione. Mentre una persona comune lavora tutta la vita, con la lingua penzoloni, e poi muore di stress, riuscendo, bene o male, a pagare il buco in un formicaio di cemento. L'unica cosa che l'uomo può fare è avviare i propri figli nella stessa ruota."

Viktor Pelevin
LA RUSSIA ESOTERICA E SCIENTIFICA
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giovedì 12 ottobre 2017

QUANDO SIETE IN DIFFICOLTA’...

Non cercate il sostegno di coloro che non hanno mai sofferto e non conoscono il dolore. Coloro che parlano con gli slogan ottimistici: “Sorridi”! “Tirati su!” “Pensa positivo!”.

E non cercate il sostegno di coloro che hanno sofferto, hanno subito danni e sono rimasti cristallizzati nel loro dolore. Coloro che dicono: “La vita è dolore! Piangiamo insieme i nostri cari trapassati, la salute perduta, la felicità tramontata. Vieni qui, piangiamo insieme...!"


Cercate coloro che hanno sofferto ma hanno trovato forze di rialzarsi e di ricominciare a camminare. Con questi starete meglio. Vi insegneranno molto e vi porteranno verso la luce. Cercate quei feriti che hanno saputo rimettersi. I vecchi soldati. Solo loro vi possono insegnare come continuare a battagliare e sopravvivere.
I disertori piagnoni e gli ottimisti positivi, quelli che non conoscono l’odore della polvere da sparo, questi due categorie non servono a nulla nella lotta chiamata “vita."


(Anna Kiryanova)

La Russia Esoterica e scientifica


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QUANTE GENTE AMMAZZA LA MEDICINA CHIMICA (?)

QUANTE GENTE AMMAZZA LA MEDICINA CHIMICA (?)
Fatevi furbi...iniizate a disertare le farmacie.

Le autopsie rivelano che i tumori…
Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale, parlando con un amico anatomo-patologo del Veneto sui dubbi dell’utilità delle diagnosi e delle terapie anti-tumorali, si sentì rispondere: «Sì, anch’io ho molti dubbi. Sapessi quante volte, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale»..
«Se la tanto conclamata diffusione delle patologie cancerose negli ultimi decenni - si chiese Luigi De Marchi - in tutto l’Occidente avanzato fosse solo un’illusione ottica, prodotta dalla diffusione delle diagnosi precoci di tumori che un tempo passavano inosservati e regredivano naturalmente?
E se il tanto conclamato incremento della mortalità da cancro fosse solo il risultato sia dell’angoscia di morte prodotta dalle diagnosi precoci e dal clima terrorizzante degli ospedali, sia della debilitazione e intossicazione del paziente prodotte dalle terapie invasive, traumatizzanti e tossiche della Medicina ufficiale.
Insomma, se fosse il risultato del blocco che l’angoscia della diagnosi e i danni delle terapie impongono ai processi naturali di regressione e guarigione dei tumori?”.

Con quanto detto da Luigi De Marchi - confermato anche da autopsie eseguite in Svizzera su cadaveri di persone morte non per malattia - si arriva alla sconvolgente conclusione che moltissime persone hanno (o avevano) uno o più tumori, ma non sanno (o sapevano) di averli.
In questa specifica indagine autoptica (autopsie) fatta in Svizzera, ed eseguita su migliaia di persone morte in incidenti stradali (quindi non per malattia), è risultato qualcosa di sconvolgente:

- Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;
- Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;
- Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.[3]

Con tumore in situ s’intende un tumore chiuso, chiuso nella sua capsula, non invasivo che può rimanere in questo stadio per molto tempo e anche regredire.
Nel corso della vita è infatti "normale" sviluppare tumori, e non a caso la stessa Medicina sa bene che sono migliaia le cellule tumorali prodotte ogni giorno dall’organismo.
Queste, poi, vengono distrutte e/o fagocitate dal Sistema Immunitario, se l’organismo funziona correttamente e con quello che mangiamo ce´ poco da stare allegri.
Molti tumori regrediscono o rimangono incistati per lungo tempo quando la Vis Medicratix Naturae (la forza risanatrice che ogni essere vivente possiede) è libera di agire.
Secondo la Medicina Omeopatica , la “Legge di Guarigione descrive il modo con cui tale forza vitale di ogni organismo reagisce alla malattia e ripristina la salute”.[4]
Cosa succede alla Legge di Guarigione, al meccanismo vitale di autoguarigione, se dopo una diagnosi di cancro la vita viene letteralmente sconvolta dalla notizia del male?
E cosa succede all’organismo (e al Sistema Immunitario) quando viene fortemente debilitato dai farmaci?

Per “curare” il tumore oggi vengono utilizzati degli ‘agenti vescicanti’: prodotti militari usati nelle guerre chimiche.

Anche se la ”guerra al cancro” viene portata avanti con ogni mezzo dall’establishment, ritengo che ci sia un limite a tutto.

[1] Medicina kaput col mito del placebo?, Luigi De Marchiwww.luigidemarchi.it/…/educa…/articoli/01_medicinakaput.html
[2] Idem
[3] Conferenza “Medicalizzazione della vita e comunicazione sanitaria” del Dottor Gianfranco Domenighetti - già Direttore sanitario del Canton Ticino - tenuta il 22 novembre 2008 al VIII° Congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona.
[4] “Approccio metodologico all’omeopatia”, Dottor Roberto Gava, farmacologo e tossicologo, ed. Salus Infirmorum, Padova

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mercoledì 11 ottobre 2017

L’IMMANGIABILE

Ci sono cose immangiabili per l’anima esattamente come ci sono cose immangiabili per il corpo.

Ci sono le energie che non possono nutrire le energie di una persona. E se uno dei componenti delle energie umane non riceve il cibo per lungo tempo, muore.
Come il corpo fisico, così anche altre energie dell’Uomo Multidimensionale imparano a mangiare la spazzatura.
Per questo s’ammalano, cambiano le loro qualità, perdono l’integrità e si distruggono.


E ci sono delle energie incompatibili con la frequenza portante della tua esistenza. Tutto ciò che fa morire questa frequenza, è un’infezione, un veleno.
Le energie provocano le dipendenze, come la droga. La quale, tecnicamente parlando, è l’energia e stimola altre energie.
In particolare, la propaganda è una sorta di droga altamente distruttiva. I suoi pusher sono responsabili per la distruzione delle persone come i loro analoghi che spacciano la droga fisica.
La gente è molto meno protetta dalla propaganda che dalle sostanze fisiche. I propagandisti trasformano i loro ascoltatori nei junkie con i corpi sottili irreparabilmente distrutti.

(Maxim Pavlov)

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martedì 10 ottobre 2017

TUTTI IN PIAZZA!! LA SITUAZIONE E' GRAVISSIMA.

TUTTI IN PIAZZA!! LA SITUAZIONE E' GRAVISSIMA. VI CONVOCHIAMO DOMANI DALLE 13 DAVANTI AL PARLAMENTO ITALIANO!!

FATE GIRARE OVUNQUE PER FAVORE

Bene. Ci siamo. Per anni ci avete detto “Convocateci in piazza e verremo lì”. È arrivato il momento. Abbiamo sempre rispettato questa vostra disponibilità, senza mai abusarne.
Ma adesso abbiamo bisogno di voi. Di tutti. Lo dico anche a chi non vota Movimento 5 Stelle: siamo in piena emergenza democratica. Lega, Forza Italia, Pd e Alfano, stanno per mettere la fiducia alla Camera sulla legge elettorale, è un atto di imperio.


Significa che non potremo discutere nulla, ci impediranno di introdurre le preferenze, di fermare le accozzaglie, di eliminare le multi-candidature e una serie di meccanisimi che permetteranno a chi perde le elezioni di andare al Governo e a chi le vince di finire all’opposizione. E’ la peggiore legge della storia.

E’ una legge truffa, perché darà un risultato diverso dal volere del popolo, concepita da questa accozzaglia di partiti che non è in grado di vincere le elezioni senza imbrogliare. E questo credo che sia ingiusto e pericoloso, al di là che si sia del Movimento o meno.

E’ una legge tra l’altro che vorrebbe far piombare l’Italia nel caos favorendo l’inciucio Renzi-Berlusconi (con la benedizione di quel venduto di Salvini).

Ma non si può fermare il corso della storia con una legge. Credono di indebolirci, invece finiranno per rafforzarci, se saremo tanti e reagiremo.

Da domani iniziano i voti di fiducia in Aula alla Camera. Poi il voto finale sarà segreto.
Più faremo pressione in piazza, più quel voto segreto potrebbe far saltare la Legge. Noi dentro, voi fuori. E’ il momento di fermare questa vergogna. Pacificamente, ma come popolo.

Vi aspettiamo domani mercoledì 11 ottobre alle 13 in piazza Montecitorio.
Saranno due giorni di Aula molto duri. Se potete restate anche giovedì per il voto finale.
Lo dico ai nostri consiglieri regionali, europarlamentari, sindaci, consiglieri comunali attivisti e tutti i cittadini che amano questo Paese, lasciate quello che state facendo e raggiungeteci. Forza!
MOVIMENTO 5 STELLE
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domenica 8 ottobre 2017

Come mai gli italiani non si ribellano alle ingiustizie come fanno altri popoli?

Magdi Cristiano Allam - Di fronte alle ingiustizie gli italiani dimostrano di non essere un popolo unito: denunciano ma concretamente subiscono e si sottomettono

(Il Giornale, 8 ottobre 2017) - Come mai gli italiani non si ribellano alle ingiustizie come fanno altri popoli? È una domanda che molti di noi si pongono. Se gli stranieri sui mezzi di trasporto pubblici si rifiutano di pagare il biglietto e peggio ancora aggrediscono fisicamente il controllore, tutti noi denunciamo totalmente indignati, ma poi concretamente li si lascia fare e alla fine siamo solo noi italiani ad essere tenuti a pagare il biglietto. Se nelle nostre città talune vie, parchi, piazze o quartieri diventano pericolosi per la presenza di delinquenti comuni, spacciatori di droga, sfaccendati che molestano donne e bambini aspirando a violentarli sessualmente, noi denunciamo massimamente preoccupati ma poi concretamente finiamo per non frequentare più quegli spazi pubblici che, di fatto, diventano delle roccaforti della criminalità.
Nel novembre del 2011 con la regia di Giorgio Napolitano e l'avvento al potere di Mario Monti l'Italia è stata sottomessa a una dittatura finanziaria che, da allora, ha spogliato la democrazia del suo contenuto sostanziale e ha generato quattro governi non eletti dagli italiani. Nel 2013 la Corte Costituzionale ha sentenziato l'incostituzionalità della legge elettorale con cui sono stati eletti i parlamenti nel 2006, 2008 e 2013, ma a quattro anni di distanza il parlamento continua a legiferare, così come i governi e i capi di Stato designati da quei parlamenti continuano a operare come se non fosse successo nulla. Nel 2016 c'è stato il referendum sulla riforma della Costituzione. Il governo era per il “Sì” e ha vinto il “No”. Ma è stato riesumato un governo del “Sì” come se gli italiani non fossero andati a votare. Gli italiani hanno denunciato a viva voce, ma concretamente nessuno mette in discussione la legittimità del sistema politico o si sottrae all'osservanza delle decisioni assunte da questi governi.
A questo punto dobbiamo concludere che gli italiani che subiscono le ingiustizie limitandosi a denunciare ma senza ribellarsi concretamente, dimostrano di non essere un popolo unito. Massimo D'Azeglio all'indomani dell'unità d'Italia nel 1861 disse: «Pur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gli italiani». Prendiamo atto che gli italiani sono un popolo che si sente appagato dalla denuncia fine a se stessa, che vuole accontentare tutti e non scontentare nessuno, che aggira le realtà che impongono delle scelte impegnative.
Se questo comportamento potesse tradursi nella salvaguardia della civiltà che da millenni ha comunque garantito la crescita demografica, lo sviluppo economico e la qualità della vita, dovremmo considerarlo saggio e lungimirante nel lungo periodo anche se spregiudicato e riprovevole nell’immediato. Purtroppo non è così. Noi oggi rischiamo di perdere ciò che resta della nostra sovranità nazionale, di essere fagocitati dal Nuovo Ordine Mondiale assoggettato alla grande finanza, la sostituzione etnica e la sottomissione all'islam. O gli italiani insorgeranno uniti o moriremo senza avere la certezza e l'orgoglio di chi siamo.
www.magdicristianoallam.it







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sabato 7 ottobre 2017

CATALOGNA , PERCHE LORO SI E NOI NO ?

il caso della Catalogna è molto interessante proprio perchè, per presupposti, somiglia più di tutti al nostro. La Catalogna è solo una delle Nazioni senza Stato che è imprigionata all’interno del Regno di Spagna, che si trova così ad essere una aggregazione forzata di molte diverse identità. Per certo la Catalogna è la comunità più ricca e popolosa. Anche in Italia sono molte le realtà che vorrebbero liberarsi dalle catene unitarie (Sudtirolesi, Sardi, Toscani, Siciliani) ma la Padania è la più grande, ricca e popolosa. Si tratta in entrambi i casi delle aree economicamente più forti, di comunità divise in diverse entità amministrative e sottoposte a una forte immigrazione.

La Catalogna ha subito negli ultimi 50 anni una fortissima immigrazione interna (soprattutto dall’Andalusia) e straniera, proprio come la Padania. La Catalogna ha oggi una koiné linguistica comune riconosciuta; la lingua padana – ha dimostrato Salvi – presenta straordinarie analogie nella formazione storica, nella variegazione e nelle possibilità di sviluppo con quella catalana: le mancano solo una codificazione condivisa degli elementi comuni e uno sponsor politico. Anche il Paese catalano è fortemente frammentato a livello istituzionale nella comunità nota come Generalitat (Barcellona), in quella valenciana, nelle Baleari, in parte dell’Aragona, Andorra, nel Rossiglione francese e nell’enclave di Alghero. La Generalitat di Barcellona rappresenta circa il 40% del totale dei catalani e più della metà del loro Pil. Anche la Lombardia ha un terzo della popolazione padana e produce la metà del reddito. Anche la Lombardia conserva il vecchio nome con cui era storicamente chiamata la regione padana: un dettaglio indifferente ai più ma sicuramente entusiasmante per i cultori della specificità identitaria. Anche la storia soccorre il gemellaggio: la Padania è stata Stato in passato anche più volte e più a lungo della Catalogna. Come lei non ha mai smesso di aspirare a esserlo di nuovo.

Perché allora da noi non succede lo stesso? Perché la Padania continua a farsi derubare dallo Stato centrale? Perché la Lombardia e le altre regioni padane non riescono a strappare nemmeno una frazioncina delle libertà conquistate dai catalani? Perché Roma non è Madrid innanzitutto. Perché lo Stato italiano non riesce a rispettare neppure le proprie leggi e quelle briciole di autonomia che promettono. E poi perché Formigoni non è Pujol e continua a declinare la politica (e le sue ambizioni) in scala italiana.

Perché il gruppo dirigente della Lega (che pure ha avuto in passato più consensi degli indipendentisti catalani, e su tutto il territorio padano) non è mai davvero riuscito a “entrare nella parte” e ha sempre avuto come massima aspirazione quello di italianizzarsi. Pujol non ha mai perso tempo a organizzare Miss Catalogna, a comprare e vendere immobili e prati, non ha fondato banche che hanno scialacquato i risparmi dei militanti più convinti, non ha mai utilizzato i suoi voti e gli ideali della sua gente come merce di baratto per auto blu o per avere ciambelle di salvataggio per sciamannate operazioni gestionali. Proprio come era successo alla Lliga catalana, anche la Lega a un certo punto ha smesso di voler essere il partito di rappresentanza di una comunità intera e si è rifugiata nelle vecchie contrapposizioni ideologiche. Perché loro sì e noi no? Perché la lotta per l’autonomia è una cosa seria. Perché nella libertà bisogna crederci. Si deve lavorare seriamente.

Perché la libertà bisogna meritarsela. Perché i Padani non si sono ancora compiutamente resi conto né dell’abisso in cui stanno precipitando né degli enormi vantaggi che deriverebbero dalla libertà politica. Perché la nostra gente non ha ancora deciso di sbarcare da quella che Gianni Brera chiamava “la barca di cuiuni” per salire a bordo di un transatlantico di lusso chiamato Padania.

*Firmato Brenno, Anno XIII, N. 72 – Luglio-Agosto 2007 Quaderni Padani – 1 Perché loro sì e noi no?

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mercoledì 4 ottobre 2017

Le religioni non vi hanno detto la verità.

La morte e ' la tua grande amica, compagna, che ti fa amare intensamente, che ti fa desiderare di non perderti niente.

Le religioni non vi hanno detto la verità.

Ti hanno mentito, dicendo che al di là della morte c'è il paradiso: tutte le cose belle, gioie, benedizioni, liberamente disponibili.
Queste persone sono criminali, perche ' stanno distruggendo il tuo regalo.
Ti stanno dando la speranza di una vita migliore, molto piu 'appagante... dopo la morte, quindi perche' essere preoccupati per questo piccolo momento presente?

Perché  preoccuparsi di vivere intensamente?

Aspetta che arrivi la morte.
Nel frattempo vai a pregare in chiesa, nella moschea, nella sinagoga.
Tu vai ad ascoltare ogni genere di superstizioni e di stupidaggini, li chiamano sermoni, e continua a credere a quello che ti dice il prete.
E ' tutto quello che devi fare nella vita.

E non commettere un peccato, altrimenti potresti perderti il paradiso.

E se guardi nel profondo della parola " peccato," sarai sorpreso.

Significa niente gioia, niente risate, niente festeggiamenti, niente amore.

Tutto ciò che ti rende felice è condannato come peccato da qualche religione o altro.
Rimangono seri, con facce lunghe, noiose, evitate di vivere. Rinunciare alla vita, amore al sesso - rinunciare al mondo e andare in qualche brutta caverna sulle montagne, e aspettare li ' cantando qualche mantra - qualche meditazione trascendentale, o qualche preghiera " Ave Maria, Ave Maria."

Queste religioni ti hanno storpiato, ti hanno distrutto.

Sono davvero i messaggeri del diavolo.

Tutte le religioni del mondo sono messaggeri del diavolo, non di Dio.

Non c'è Dio, ma il diavolo puo' darsi

Forse esiste, altrimenti da dove vengono tutti questi teologi, predicatori religiosi, monaci, suore, madre Teresa, papa il, da dove vengono tutte queste persone?

Chi li ha mandati? Dev'esserci un diavolo. O forse non c'è un diavolo, ma queste persone sono  una cospirazione contro la gioia umana, il piacere, il comfort, il lusso.

Non c'e ' alcuna possibilita ' di un diavolo. Senza Dio, il diavolo non può esistere; egli è solo l'ombra di Dio.

Il giorno in cui ti ho detto: " non c'è nessun Dio," la sua ombra è scomparsa. Quindi è un comitato, non un diavolo, un comitato di tutti i vostri profeti, messaggeri, Messia, tutti inganni, vi hanno ingannatii, distruggendo la vostra vita in ogni modo possibile.

Non è la morte che distrugge la tua vita e ti tiene in illusione. Sono le tue religioni che distruggono la tua vita mantenendo l'illusione di quel che succederà dopo la morte.
Ti dico, non ti dimenticare mai la morte.
E' sempre li' al tuo fianco. Prima di morire , fai quello che ti fa stare bene.

Balla, divertiti fatti  'un po' di champagne.

se vivi completamente  non sarai disturbato della morte,
Quando  arriva, se abbiamo vissuto la nostra vita completamente e intensamente, saremo in grado di vivere anche la nostra morte, con la stessa intensità, con la stessa totalità.

Si ', in effetti la morte e ' solo una trasmigrazione, cambiamo la casa che e ' diventata fatiscente, e ' quasi in rovina, e si sta trasferiamo in una nuova casa, fresca, appena fatta, fatta per te.

La morte e ' solo un cambiamento.

Hai cambiato molte case, molti corpi, e sei ancora qui. Solo quando si diventa illuminati, allora il lavoro della morte è finito, perché dopo l'illuminazione non si va in un'altra  casa, non si va in un altro corpo.
Dopo l'illuminazione si  entra nell'assoluta  libertà, in un tutt'uno con tutta l'esistenza.

Sarai nei fiori, negli uccelli, nel sole, nella luna, sotto la pioggia, nel vento. Tu sarai ovunque.

Per diventare illuminati devi vivere questo momento senza alcuna esitazione, senza vivere a metà, vivi al 100%

Metti tutto in gioco.

sii un giocatore d'azzardo!

Rischia tutto, perche 'il prossimo momento non  e' sicuro che ci sara'.

Allora perche soffrire?

Perché preoccuparsi?

Vivi pericolosamente!

Vivi con gioia!

Vivere senza paura, vivere senza senso di colpa, vivere senza paura dell'inferno o dell'avidità per il paradiso.

Vivi e basta!




Osho

Capitolo 28. Morte non succede mai

Dal falso alla verità



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l'utilizzo di veleni passati per farmaci

48.000 bambini solo in Inghilterra cerebrolesi da questo farmaco; un'ecatombe. Questa biabina in particolare morirà entro poche settimane, poichè sta peggiorando al punto che non è più capace di deglutire. Questo è l'aspetto peggiore della medicina ufficiale: l'utilizzo di veleni passati per farmaci poichè il sintomo - in questo caso l'epilessia della mamma gestante - non viene riconosciuto come il risultato di un'intossicazione, bensì come un babao brutto e cattivo da ammmazzare con una sostanza tossica che come effetto collaterale fa danni pazzeschi. Guarire vuol dire disintossicarsi; il corpo poi fa il resto.
























http://www.dailymail.co.uk/health/article-2284425/Epilepsy-The-drug-thats-harmed-children-Thalidomide.html

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sabato 30 settembre 2017

Presentatori televisivi pagati milioni di euro per mandare in fumo i nostri cervelli

Pagare il canone televisivo significa pagarlo tre volte: la prima con il canone stesso; la seconda perché la Tv è soprattutto mezzo di pubblicità quindi si finirà per comprarsi le varie merci superflue che la Tv propina 24 ore al giorno; e la terza perché visto che la televisione è lottizzata dai partiti, si finanziano indirettamente i comitati di affari che ci sono dietro a loro e che ci sfilano più soldi possibile.

Il mezzo di disinformazione per eccellenza utilizza i soldi dei cittadini per finanziare programmi che dire scandalosi è un complimento e paga cifre stratosferiche a soggetti che non hanno alcuna qualità. Ma come è possibile che intrattenere degli ospiti e fare delle chiacchierate per qualche ora alla settimana possa costare milioni di euro di stipendio e questo sia accettato come se fosse assolutamente normale? Addirittura uno di questi presentatori ha provato a giustificare il suo assurdo compenso in qualità di artista e forse può essere una giustificazione paradossale ma azzeccata trattandosi di sicuro di comparse da circo.

Nell’Italia senza soldi si dovrebbe gridare allo scandalo quando soggetti privi di qualsiasi qualità il cui unico scopo è intrattenere i consumatori fra una pubblicità e l’altra, sono strapagati mentre ci sono persone alla fame, disoccupati e disperazione. I casi sono due: o la fame, la disperazione e la disoccupazione non sono come ce li rappresentano oppure l’Italia è popolata da persone che senza fare una piega, pagano pure per essere presi in giro. Senza parlare poi del ruolo della donna in televisione, il più delle volte relegato a puro oggetto e sopramobile rigorosamente seminuda senza che questo scomponga più di tanto chi si indigna per stupri e violenze. Come se la “cultura” che vuole la donna oggetto, e quindi in qualità di oggetto a cui si può fare qualsiasi cosa, non iniziasse anche da come viene raffigurata in televisione con il beneplacito di tanti.

Ma non c’è di che stupirsi visto che ormai la televisione è una immensa cloaca dove appare di tutto. Per allestire la quasi totalità dei programmi, il cui quoziente di intelligenza è assai al di sotto dello zero, si spendono cifre stratosferiche. Gente che vive per periodi interi assieme ad altre persone ed è ripresa 24 ore al giorno per mostrare a morbosi spettatori la noia e la povertà di chi possa accettare di ridursi in questo modo. Presunti personaggi famosi catapultati in isole lontane dove esprimono ogni bassezza e stupidità umana possibile in una gara a chi scava più in profondità. Quando, in che giorno, a che ora ci siamo persi qualsiasi senno, qualsiasi capacità di discernere, qualsiasi sana capacità di rifiutare questa miseria che abbrutisce? Non ci sono distinguo che tengano, non ci sono fini riflessioni da fare, attente analisi sociologiche, la realtà è che paghiamo per ricevere per la maggior parte immondizia e regalarla anche ai nostri figli. Perché dobbiamo accettarlo? Perché non possiamo dire semplicemente no e rifiutare questa assoluta mancanza di senso e intelligenza?


Chi difende la televisione, oltre citare la solita storiella (che non regge nemmeno se la impali) secondo cui ci sono alcuni (fra migliaia) programmi che vale la pena di vedere, giustifica l’immondizia dicendo che è quello che la gente vuole vedere. Quindi se la gente vuole lo schifo, diamogli lo schifo. E quando cambierà la situazione se si continua a ragionare in questo modo? Ovviamente mai.

In fondo non ci vuole molto a cambiare, basta fare un click, spegnere la televisione e accendere il cervello, non è difficile, si può fare.


http://www.ilcambiamento.it/articoli/presentatori-televisivi-pagati-milioni-di-euro-per-mandare-in-fumo-i-nostri-cervelli
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giovedì 28 settembre 2017

foto terrificanti che mostrano come erano i manicomi

.... in passato i posti dove veniva confinato chi era ritenuto strano, erano dei veri e propri luoghi di tortura.
Lì veniva rinchiuso chi si pensava fosse diverso, chi era in grado di alzare la propria voce contro il governo, o semplicemente perché qualcuno considerava che i problemi mentali (più o meno gravi) di una persona si potessero risolvere solamente con i trattamenti che venivano fatti all’interno di questi istituti.
In realtà avveniva proprio il contrario, questi ospedali sembravano destinati alle punizioni, si trattava di luoghi che provocavano nelle persone molta paura e, per questo, ancora oggi nei film sono il contesto perfetto per scene macabre e terrificanti.
Di seguito le agghiaccianti immagini che mostrano come erano in passato i manicomi:

1# Terapie o trattamenti


Paziente sottoposto a diatermia cerebrale, il trattamento consisteva nel rilasciare scariche elettriche alla testa perché si credeva che il calore che andava in profondità potesse curare le psicosi.

2# Gabbia per bambini


Orfanotrofio in Spagna nel 1961.

3# Manicomio abbandonato



Il manicomio abbandonato di Mombello, Limbiate.

#4 Meritato castigo


Sedia per immobilizzare i pazienti nel 1869 al West Riding Lunatic Asylum, Wakefield, Yorkshire.

5# Isolamento


Angoscia e disperazione sono le uniche cose che si possono vedere in questa immagine, non c’era modo di poter uscire.

6# Rassegnazione e solitudine


Un paziente in un manicomio messicano nel 1920.

7# La Castañeda in Messico


Questo era uno degli ospedali psichiatrici più terrificanti della terra azteca.

8# Lobotomia


Un particolare intervento chirurgico al cervello del paziente.

9# Strumenti


Questi erano strumenti per sottomettere.

10# Altro castigo


Un altro metodo per immobilizzare i pazienti più agitati.

11# La sedia


Questa sedia veniva utilizzata per calmare i pazienti isterici.

12# Inquietante


Manicomio in Michigan, Stati Uniti, 1870.
Queste fotografie fanno veramente rabbrividire, non possiamo nemmeno immaginare cosa provassero le persone rinchiuse in questi istituti.
Articolo tramite: curiosandosimpara.com


QUANDO LE RADiCI SONO MARCE non puo' nascere niente di buono, cosi' la nuova psichiatria non fa che imbottirti di psicofarmaci per tutta la vita e dopo qualche anno non potrai proprio farne a meno, dalla depressione all'euforia e dall' euforia alla depressione per loro l'importante é darti pastiglie a vita

IvanoV Antar Raja


http://altrarealta.blogspot.it/

martedì 26 settembre 2017

Andare negli ospedali e in farmacia e´come prendere l´ascensore per la morte.

Quando la gente si svegliera´ e capira´ tutto questo ?
Che non esiste una medicina chimica che puo´ curare una qualsiasi infermita´ dell´uomo, puo´ solo agire sui sintomi ma non toglierti l´infermita... alla fine dei conti fa solo danni ...le famose controindicazioni che in pochi leggono e a cui non danno importanza ma che a poco a poco, farmaco dopo farmaco, ti debilita.
Andare negli ospedali e in farmacia e´come prendere l´ascensore per la morte.
Quandó la gente lo capira´...sara´ un bel passo avanti. (Lino Palma FB)

http://altrarealta.blogspot.it/

lunedì 25 settembre 2017

Ricorda questo nome: RAY DALIO

QUESTO DOVREBBE GHIACCIARVI IL SANGUE PER GENERAZIONI. RAY DALIO.

Iniziate così. Chiedetevi che personalità deve avere un Direttore della FBI americana. La Federal Bureau of Investigation, cioè il reale Principe delle Tenebre della politica interna degli Stati Uniti d’America dall'assassinio di JFK e anche prima. Come dev’essere nell’anima uno che ne regge il potere assoluto? La risposta è più che ovvia: non può essere un umano, deve essere una macchina senza scrupoli, un androide di spietata logica, occhi vitrei, implacabile. Oggi questo uomo si chiama James Comey.

Ora ascoltate. E se vi dicessi che un siffatto micidiale androide fu anni prima assunto in un’organizzazione che lo ha fatto... collassare? Che razza di apocalittico luogo deve essere quello dove una macchina spietata come un Direttore della FBI americana non ce la fa, vacilla e fugge?

Welcome to Bridgewater. Welcome to Ray Dalio.

Bridgewater è un Hedge Fund. Un Hedge Fund è un fondo d’investimento dove i multimiliardari del Pianeta mettono fortune con lo scopo, da una parte di proteggerle da rischi, ma paradossalmente dall’altra di azzardare scommesse finanziarie mozzafiato per decuplicare i guadagni. Bridgewater è oggi il più potente Hedge Fund del mondo. Perché? Il motivo è semplice ma centrale a questo racconto dell’orrore che sarà la vita da incubo dei vostri figli e dei loro figli con certezza. Il motivo è che Bridgewater sembra avere poteri sovrannaturali. Indovina sempre, fa spuntare miliardi da rami secchi, e anche quando sembra fallibile come ogni cosa esistente sulla Terra, no, Bridgewater dopo poco rivince. Sempre.

Ray Dalio è il suo Guru, padrone, è il suo… tutto. E tutto – incluso l’apocalittica sede, come vi si lavora, come hanno stritolato James Comey, e cosa stritolerà i vostri figli e i loro figli – è Ray Dalio.

Ora stacchiamoci per pochi secondi da quanto sopra. Vi devo dire come ci sono arrivato. La mia vita dopo 32 anni di giornalismo investigativo è diventata un radar. Il giornalismo investigativo non è il giornalismo che fanno tutti, quando tutti stanno sulla notizia di cui tutti parlano e con cui imbottiscono giornali, Tv, Web. Il giornalismo investigativo è un radar che mentre tutti sono a cianciare sulle news di cui tutti parlano, lui invece capta un segnale sperduto, gli s’incolla e lo segue.

E’ la mia vita, ed il motivo per cui chi conosce il mio lavoro ritrova in mie cose di 15-20 anni fa ciò che è divenuto realtà adesso. Fu una notte che il mio radar captò un segnale, nel bel mezzo della bufera mondiale sulle elezioni USA del 2016, e qui nel pollitalico pollaio nel bel mezzo del referendum. Lessi in un luogo oscuro una dichiarazione di Ray Dalio che parlava... dell’Amigdala, cioè della minuta porzione del cervello umano che si pensa gestisca le emozioni. E Dalio ne parlava, a lungo, nel corso di quella che invece doveva essere una nota sui Mercati per gli investitori. Il mio radar, e vi giuro non so spiegarvi come ciò mi accada, iniziò a lampeggiare furiosamente. Non potevo staccare il pensiero da quelle parole di Ray Dalio, m’inseguivano, e sentivo ansia. Quando questo mi capita nel giornalismo, è il segnale netto che sono incappato nella notizia delle notizie, o perlomeno in una di esse.

Ma che razza di viaggio lisergico è il gestore dell’Hedge Fund più miliardario del Pianeta che invece di parlare agli investitori di Spread, Tassi, Bull Markets, Trends, Meccanismi di Trasmissione monetaria o Credit Defaults, parla di… Amigdala cerebrale?

Clicco su Google ‘Bridgewater’, apro il loro sito e ho la conferma del mio radar. Lì dentro sta succedendo qualcosa d’indicibile, ma indicibilmente orrendo, perché di certo sarà il modello del lavoro dei vostri figli e dei loro figli, di certo spazzerà via tutto ciò che dal 18esimo secolo si è aggregato attorno alla parola Lavoro, tutto, leggi, filosofie, diritti, organizzazioni, tutto.

La prima cosa che dà il primo sentore di ciò che verrà, è che questo Ray Dalio è l’esatto contrario dei suoi omologhi, cioè dei Blankfein, Soros, Fink, Mustier, Cuccia, Agnelli, che, com’è noto, passano o passarono la vita a ‘giocare a Dio’. Dalio passa la sua vita nella convinzione di essere talmente fallato, che solo un orwelliano lungo processo di aggregazione, limatura ed eliminazione dei suoi errori e dei suoi autoinganni potrà portare lui ad essere una Macchina infallibile, e Bridgewater al successo eterno.

E infatti Dalio aspira a morire nella carne solo dopo che la sua mente sarà stata trasformata in una Macchina, in una Machine, ma proprio alla lettera, perché Ray sostiene, ripeto, che solo un orwelliano lungo processo di aggregazione, limatura ed eliminazione degli errori e degli autoinganni, e quindi solo eliminando le falle umane di cui lui e noi tutti siamo zeppi per causa dell’Amigdala emotiva, cioè divenendo Machines, si ottiene l’efficiente vittoria perpetua nella competizione.

Ma ATTENTI: Dalio, come si evince dal paragrafo sopra, prepara non solo la sua mutazione in Machine, ma la mutazione in Machines di chiunque respiri e lavori, e lavorerà soprattutto. E non solo a Bridgewater. Egli, ella, dovrà essere trasformato, e per prima cosa non deve avere l’Amigdala delle emozioni. Dalio non solo prepara, ma ha già pronto tutto il progetto di trasformazione, pronto, attivo, vero. E qui sta il fatto agghiacciante su quanto di agghiacciante ho già detto:

Il mondo che conta, dalla Fiat Crysler alla General Motors, dalla Sony Corp. alla Carrefour, dall’ENI a Google, da Goldman Sachs a Banca Intesa… lo stanno guardando e… hanno capito. Hanno capito che l’apocalittico disegno di Ray Dalio è un “MONEY WINNER”, cioè vince nella gara dei soldi, e va copiato. Sarà copiato alla stessa velocità con cui si sparge un incendio dopo un anno di siccità. Colerà a pioggia dai colossi dell’impiego ai gruppi minori fino all’azienda nostrana, e, come detto sopra, segnerà nella Storia dell’umanità la fine del mondo del lavoro così come lo conosciamo, incenerendone ogni diritto o umanità rimasti. E vincerà anche perché il modello Ray Dalio-Bridgewater frantuma la Storia del lavoro umano senza violare un singolo diritto sindacale, una singola legge, una singola Costituzione!

A chi a questo punto scrolla il capo e pensa ‘ma figurati!’, ricordo che nel 1946, l’epoca delle radio gracchianti e dei telefoni a rotella, un uomo di nome George Orwell predisse un altro dei vostri ‘ma figurati!’, e cioè che l’umanità fosse spiata da un Grande Fratello in ogni sua mossa. Settant’anni dopo Edward Snowden rivelò al mondo che il Grande Fratello NSA esisteva davvero. Voi che ‘ma figurati!’, voi che la notizia è Trump o la spaccatura del PD e leggere il Fatto Q, chiudete questa pagina. Vi è inutile, poi piangeranno i vostri discendenti.

Ed ecco che è giunto il momento di guardare il PERCORSO che Ray Dalio ha pensato per arrivare al mondo dove ogni essere umano con una mansione lavorativa dovrà vivere nella carne, e morire, solo dopo che la sua mente sarà stata trasformata in una Macchina che aggrega, lima ed elimina i suoi errori e i suoi autoinganni, senza Amigdale emotive di mezzo (vi ricordo che parlo di ciò che ha fatto collassare uno come James Comey, ora capo dell’FBI).

La home di Bridgewater.com – che è un mostro di Mercati, derivati, profitti, speculazioni mondiali sulle Borse, e clienti colossali – è piena di foglie, alberi, magliette, jeans, ragazzi in riunioni rilassate, sorrisi. Attenti: sembra la home di una clinica di psicoterapia, di un famoso centro di riabilitazione psicologica per giovani alcolisti, o tossicodipendenti, o problematici, o emotivamente instabili. Una clinica nel verde sereno. Cosa significa?

Molti di voi diranno “nulla di nuovo, tanti di questi mostri economici hanno siti zeppi di natura e sorrisi, è il solito ‘spin’ all’americana” (spin è l’inganno/truffa/abbindolare). No, questo non è affatto il solito ‘spin’ all’americana. La risposta è di una facilità sbalorditiva: Bridgewater lo è davvero una clinica, Ray Dalio più che sul denaro oggi lavora sulla psiche, e lì si è sviluppato quello che di certo è il più agghiacciante progetto di robotizzazione della personalità del dipendente nella storia dell’umanità. Dalio non può ancora ordinare al genere umano una modifica del codice DNA che elimini dai cervelli dei feti l’Amigdala delle emozioni. Ma può spegnerla con la sua filosofia applicata, perché per lui, ripeto, una Machine non è una Machine se ha emozioni, e solo le Machines eliminano gli errori, gli autoinganni e solo le Machines portano al successo eterno, secondo Dalio. Dipendente, sarai una Machine.

Questo uomo lo ripete fino all’ossessione: “I cervelli umani sono macchine. Il mondo è una macchina. L’economia è una macchina. Se nutriamo queste macchine con un’immensa mole di dati, se eliminiamo l’emotività che porta a scelte irrazionali in politica ed economia, queste macchine non sbaglieranno quasi più”. Machines.

PAUSA, RICORDATE MENTRE LEGGETE: QUESTO CHE APPARE ED E’ UN INCUBO DEL FUTURO DEI DIPENDENTI, SARA’ ADOTTATO ALLA VELOCITA’ DI UN’EPIDEMIA DA TUTTI I MAGGIORI DATORI DI LAVORO DEL MONDO, E A CASCATA ANCHE DAI MEDI E PICCOLI, PERCHE’ E’ UN INCREDIBILE “MONEY WINNER”. CREDETE CHE JOHN ELKANN NON LO ABBIA GIA’ ASSORBITO?

Ray Dalio ripete ossessivamente i suoi tre Mantra supremi:

TRASPARENZA

VERITA’ RADICALE

RELAZIONI INTENSE.

La narrativa che corre nel mondo di questi tre temi del boss di Bridgewater non è compresa, a volte addirittura è scambiata per un innovativo approccio al mondo dell’impiego. Ma no, sono tre punture di cianuro studiate con abilità che definire maligna è riduttivo.

Il Dalio-assioma, si è detto, è che ogni componente del pianeta umano può essere visto come una Machine. La Machine vince perché l’accumulo di dati incrociati e analizzati la rende invincibile, dice Ray. La Machine del mondo del lavoro è fatta di umani però (non nel mondo metalmeccanico dove il robot disintegrerà l’operaio per l’eternità fra pochissimo), ma gli umani devono essere conformati alla Machine. L’Amigdala del cervello umano, però, mette i bastoni fra le ruote con l’emotività, l’emotività PERSONALIZZA i dipendenti. Essi allora, continua il Credo-Dalio, vanno totalmente spersonalizzati. Ma oggi non è lecito usare i sistemi di spersonalizzazione di Stalin, e allora come si spersonalizzano oggi i dipendenti nel mondo post orwelliano per ottenere macchine che ottimizzano il profitto?

Si usano pifferai magici che formulino parole e pratiche che incantano: Ray Dalio ne è il maestro.

La TRASPARENZA di Ray Dalio suona una bellissima cosa al lavoro, ma a Bridgewater essa significa che esiste un sistema dove ogni singolo minuto di lavoro in ufficio è filmato e registrato, e tutto ciò è reso disponibile in una videoteca a chiunque nell’azienda, dal barista a Dalio. Il dipendente sa di essere trasparente perché non può nascondere neppure un colpo di tosse di disapprovazione senza che tutta l’azienda possa vederlo. Ray Dalio ha dato ordine a tutti i suoi dipendenti di sfidare di continuo gli altri con giudizi o polemiche, anche se i fatti riguardano comparti dove lui/lei non sono affatto coinvolti.

Questo porta al Dalio-concetto di VERITA’ RADICALE. Chi lavora in un luogo e sa che ogni sua mossa e parola è filmata/registrata e verrà vista da tutti, e sa che vi saranno di continuo riunioni dove ogni singolo dipendente è incoraggiato a sfidare gli altri in base a quei filmati, bè, chi lavora in un posto così non può che essere coercito a reagire con altrettante intrusioni e attacchi ad altri, la distorta VERITA’ RADICALE di Ray. Ma è verità, sincerità, o è l’essere maciullati senza sosta in una pubblica arena giornaliera per ogni respiro fatto e parola detta, in continue riunioni di critica, confronto, giudizio, esposizione in pubblico?

Ma certo che questo porta a RELAZIONI INTENSE, nel Dalio-gergo. Intense perché ti devastano ogni secondo, e ogni secondo devi poter attaccare o difenderti perché tutta l’azienda ha visto e udito ciò che hai ‘respirato’ detto o registrato in video e audio. Questo dal lunedì, alle 08:00 alle 20:00, fino al venerdì. E peggio, orrendamente peggio…

Questa psicotizzante pratica, viene detto ai dipendenti, gli serve per imparare che solo un orwelliano lungo processo di aggregazione, limatura ed eliminazione dei propri errori e dei propri autoinganni li potrà portare ad essere una Macchina infallibile, cioè li porterà al successo eterno che è prerogativa delle Machines. L’Amigdala va polverizzata dalla Storia, e se possibile dalla biogenetica in futuro. L’emozione è il nemico della Machine e del successo in ogni sfera del vivere. Questo viene detto ai dipendenti.

Così Ray Dalio SPERSONALIZZA del tutto un dipendente, che gli diventa Machine, perfetta Machine per i suoi profitti che fanno record mondiale. E così faranno i datori di lavoro di tuo figlio e del figlio di tuo figlio.

Il Wall Street Journal tempo fa scrisse che in realtà a Bridgewater si udivano singhiozzi convulsi di dipendenti nascosti nei bagni, unici luoghi dove le registrazioni sono vietate. La risposta di Ray Dalio fu “Talvolta i sentimenti di chi lavora con noi vengono toccati. Ma questo è causato dall’Amigdala. La cose non sono come appaiono: i nostri dipendenti vedono le proprie debolezze e si emozionano. Ma poi prendono fiato, si calmano e diventano razionali”, yes, the Machines.

Ma i dipendenti non possono perdere il posto di lavoro, e si adattano. John Elkann o Benetton o l’imprenditore di Siena lo vedono, hanno questo potere di ricatto sui sottoposti, e capiscono il ‘genio’ di Ray.

Poi è già ultra noto che Bridgewater sta sviluppando un software che riproduce i Princìpi di Ray Dalio e prende il nome di PriOs (cortesia di David Ferrucci ex leder del progetto di Intelligenza Artificiale della IBM). PriOS, alla morte di Ray, diventerà l’Amministratore Delegato o Presidente dell’azienda,supervisionerà ogni singola mossa o voce umana, interagirà sui Tablet che i dipendenti sono costretti per contratto a tenere accesi per dirigerli o criticarli o sentire le loro voci, o registrare le loro critiche ai colleghi e trasmetterle a quei colleghi, o correggere le loro voci, ma sempre…

… sempre secondo i Princìpi di Ray Dalio: Tu sei nato Macchina e grazie a questo sei destinato alla perfezione.

PriOs sarà l’AD di Fiat Crysler, di Benetton, di Rizzoli RCS, di Tods, di Pirelli, di ENI, di Poste Italiane, della RAI e Mediaset, di Ipercoop,… sarà il tuo datore di lavoro anche a Perugia o Vicenza, perché ripeto…

… QUESTO CHE APPARE ED E’ UN INCUBO DEL FUTURO DEL LAVORO, SARA’ ADOTTATO ALLA VELOCITA’ DI UN’EPIDEMIA DA TUTTI I MAGGIORI DATORI DI LAVORO DEL MONDO, A CASCATA DAI MEDI E PICCOLI, PERCHE’ E’ UN INCREDIBILE “MONEY WINNER”. CREDETE CHE JOHN ELKANN NON LO ABBIA GIA’ ASSORBITO? CREDETE CHE IL TOTOLARE DELL’AZIENDA DI BERGAMO, LATINA O PESCARA NON LO ASSORBIRA’?

Ray Dalio aveva undici anni, 11, quando iniziò a interessarsi di Mercati. Oggi è l’uomo più potente del mondo…

… ma non solo per i 150 miliardi di dollari che gestisce ogni giorno…

Soprattutto perché ha disegnato gli algoritmi che renderanno tuo figlio e il figlio di tuo figlio e il figlio del figlio di tuo figlio degli psicotizzati servi del profitto, privi di Amigdala, senza vita di emozioni, perché non si torna a casa dopo 5 o 6 giorni passati così e poi si è capaci di amare. Saranno la Ray-Machines per generazioni.

MACHINES.

Think, pensate. Paolo Barnard vi ha avvisato 20 anni prima. Paolo Barnard vi avvisò 20 anni fa del TTIP (WTO allora), della Globalizzazione, di chi ha pensato al Job Act.

Se per caso riesci a sollevare l’encefalo dalla Raggi o da Travaglio, ricordati di queste righe.

Ricorda questo nome: Ray Dalio.

Paolo Barnard
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